37e Olimpiadi degli Scacchi | Torino 2006

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RASSEGNA STAMPA

CHIP


Supercomputer per il gioco degli scacchi

marzo 2005

Una partita a scacchi giocata contro il computer rispecchia fedelmente la sfida dell'uomo contro la macchina. Da diverso tempo, però, i giocatori devono confrontarsi duramente con i più validi programmi di scacchi. Mossa dopo mossa, perfino giocatori di fama mondiale come Garry Kasparov si sono dovuti arrendere di fronte al dominio delle macchine.

Tre giocatori di scacchi Veselin Topalov, Ruslan. Ponomariov e Sergej Karjakin hanno perso lo scorso ottobre, con 3,5 punti contro 8,5, il primo torneo in cui gli uomini hanno affrontato una squadra formata da diversi programmi installati su potenti computer.
I tre grandi maestri provenienti dalla Bulgaria e dall'Ucraina sono ritenuti oggi i migliori giocatori del mondo.
Sei delle dodici partite svoltesi a Bilbao in Spagna, però, sono state vinte dai computer e cinque sono terminate in parità. Soltanto il quattordicenne Karjakin è riuscito a vincere una sfida contro il computer, tuttavia avendone perse tre ha ottenuto solo l'ultima posizione.
Le macchine si sono presentate con dotazioni molto diverse: Hydra è un supercomputer munito di 16 processori, situato ad Abu Dhabi; Junior, l'attuale macchina campione del mondo di scacchi, si basa su un sistema 4x Xeon a 2,8 GHz e si trova in Gran Bretagna; Fritz 8 è una versione riveduta di un software commerciale installato su un notebook con piattaforma lntel Centrino.
I programmi per computer hanno dunque ottenuto definitivamente la supremazia sugli esseri umani negli scacchi? Gli osservatori del torneo ritengono che ci siano ancora delle chances di vittoria per il genere umano. I campioni, secondo quanto concludono gli esperti, probabilmente non si sono sentiti molto coinvolti nel gioco. Se avessero effettuato degli allenamenti prima del torneo e avessero studiato i propri avversari prima dell'incontro non si sarebbe arrivati a una sconfitta così netta.
Erano soprattutto i programmatori delle macchine, consci dei punti deboli dei loro software, a ritenere molto importante ed impegnativa questa sfida.
Il programmatore di Hydra, il Dr. Cril1y Donninger, ha rimproverato i giocatori dopo il torneo per avere affrontato superficialmente la sfida contro i computer: "Consiglierò ai nostri sponsor di ricompensare in futuro solo gli avversari che prenderanno sul serio il proprio impegno" è stato il rimprovero dell'esperto austriaco.
L'inventore di Fritz Mathias Feist, è invece più indulgente: "Se i Grandi Maestri avessero giocato più spesso contro i programmi di scacchi sicuramente avrebbero avuto maggiore successo".
L'ex campione del mondo Garry Kasparov, probabilmente il più forte avversario dei computer, sapeva assai bene che l'impostazione di una partita a scacchi contro una macchina era molto diversa rispetto a quella da dare ad una partita contro un uomo.
Da anni aveva seguito lo sviluppo dei computer che giocano a scacchi, adattando il proprio modo di giocare a quello dell'avversario. Usando aperture non tradizionali, mosse insolite e posizioni strategiche che gli servivano soprattutto a impegnare il computer in una serie di calcoli senza senso.
Kasparov in passato ha affrontato il gioco dell'avversario senza volto. "Contro queste macchine non mi posso permettere alcuna distrazione" aveva dichiarato Kasparov nel 1997, prima del suo match con Deep Blue. In passato il campione dell'Azerbaijan era spesso riuscito ad intimorire i suoi avversari umani con la sola presenza. "tutti avevano timore di Kasparov, tranne il computer", ricorda Andrè Schulz, della società di software di Amburgo Chessbase (programma Fritz).
Mentre Kasparov l'anno precedente era riuscito a battere Deep Blue, nel marzo del 1997 subì una storica sconfitta a opera di una versione migliorata del computer IBM.
Divenne quindi il primo campione del mondo in carica a subire una sconfitta da parte di un computer in un regolare torneo. Questa sconfitta non sarebbe dovuta accadere, secondo alcuni osservatori: il Maestro nel momento culminante della partita non era nelle migliori condizioni, giocava senza concentrazione e faceva errori umani, che una macchina non lascia impuniti.
Per IBM questo incontro era una vera questione di prestigio. Il gigante dei computer impegnò più di 20 milioni di dollari nello sviluppo di Deep Blue. La scrittura del software venne affidata dalla società a due studenti che in precedenza, con il loro programma Chiptest installato su un sistema hardware del valore di 500 dollari, avevano conquistato il titolo mondiale fra i computer scacchisti.
Il pc in parallelo Deep Blue elaborava fino a 200 miliardi di mosse in tre secondi. Le prestazioni di calcolo erano estremamente importanti per IBM. "Nei programmi di scacchi la velocità è fondamentale: più il computer è veloce, migliore risulterà il suo gioco: dichiarò lo sviluppatore di Deep Blue Murray Campbell.
Dopo la spettacolare vittoria Deep Blue però cadde nel dimenticatoio: giocare a scacchi con il computer non era più un argomento primario per IBM.
Gli sviluppatori di Hydra si considerano, così, un po' gli eredi di Deep Blue: si tratta di un supercomputer sviluppato appositamente per giocare a scacchi. In ciascuno degli otto computer raggruppati in un cluster sono presenti due schede Fpga (acronimo di Field Programmable Gate Arrays). Questo hardware programmabile rende facile l'apporto di continui miglioramenti al programma.
Hydra è finanziato da uno sceicco del petrolio; gli arabi hanno acquisito dalla società Chessbase il progetto Brutus, per il quale Chrilly Donninger aveva già in precedenza sviluppato programmi di scacchi per Fpga.
Altro know-how è stato fornito dall'Università di Padeborn. che effettua ricerche sulle architetture di computer in parallelo. Oltre a un Gran Maestro di scacchi arabo, anche il grande giocatore tedesco Christopher Lutz è stato incaricato di perfezionare il programma.

Manfred Flohr