37e Olimpiadi degli Scacchi | Torino 2006

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RASSEGNA STAMPA

IL GIORNALE NUOVO DEL PIEMONTE


Torino pigliatutto si aggiudica un'altra Olimpiade. Degli scacchi

Sabato 15 maggio 2004

A vederli così, seduti al loro tavolino con lo sguardo perso tra i bianchi e neri della scacchiera e la mente impegnata in macchinose elucubrazioni, sembra quasi impossibile. Eppure, loro il tempo per scovare una risposta all'ormai leggendario quesito sul "dopo Olimpiadi" sembrano proprio averlo trovato. Certo, la soluzione potrebbe sembrare un poco «di parte». Perché questa volta non si parla di riutilizzare le strutture messe in piedi per i Giochi come spazi espositivi o case popolari. Si tratta invece di sfruttare l'occasione per organizzare - ebbene sì delle nuove Olimpiadi. Questa volta, però, di scacchi.
Insomma, non ci sarà proprio tempo per riposare. Per piangere sul latte versato o sedersi sugli allori. Ormai è deciso: appena calato il sipario sui Giochi invernali, arriveranno in città oltre duemila giocatori e accompagnatori, giornalisti e - si spera - anche tanto pubblico. Per assistere ad un evento che l'Italia ha l'onore di ospitare per la prima volta nella storia.
Ma nessuna paura: Torino non si farà certo trovare impreparata. La città vanta infatti un'antica tradizione legata agli scacchi. Basti pensare che la fondazione della Società scacchistica torinese risale addirittura al 1910 e che al momento sono oltre duecentocinquanta i suoi soci.
Un numero di tutto rispetto, così come di tutto rispetto sono anche i risultati ottenuti dai maestri della Società. Soltanto l'anno scorso è stato proprio un torinese, Spartaco Sarno a conquistare il titolo di campione italiano assoluto.
E adesso che i due candidati rivali (l'indiana Nuova Delhi e l'estone Tallinn) sono state battute, non resta che cominciare ad allenarsi. A lucidare pedoni e cavalli, ma soprattutto la mente, in attesa di una trentasettesima edizione delle Olimpiadi degli Scacchi in versione subalpina.

Ilaria Dotta