37e Olimpiadi degli Scacchi | Torino 2006

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RASSEGNA STAMPA

IL CITTADINO


E un lodigiano pareggia con Karpov

Lodi, 13 giugno 2005

Oltre 3000 spettatori e 260 iscritti al primo festival degli scacchi.

E' di Lodi e sabato sera ha pareggiato in una partita in simultanea con Anatoly Karpov campione del mondo di scacchi.
Stefano Caserini, ingegnere trentanovenne, è ancora incredulo, non riesce a capire come sia potuto avvenire. "Certo, gioco a scacchi da quando avevo 10 anni ma mi dedico a questo sport due volte all'anno, non di più. La mia tecnica? Ho praticato una difesa molto attenta, ho realizzato una sorta di bunker intorno al mio arrocco e lui, alla fine, non è riuscito a darmi scacco matto".
Caserini non pensa abbia influito la sua preparazione professionale a fargli raggiungere questo risultato ma di una cosa è certo: nonostante il fulmine a ciel sereno, continuerà a dedicarsi al gioco degli scacchi come ad un passatempo.
Tutto è accaduto nell'ambito del primo Festival scacchistico internazionale "Città di Lodi" organizzato in ogni particolare dall'associazione Le nuvole onlus guidata da Alberto e Michele Dassisti, Mauro Imparato con il supporto tecnico di Luca Degano. Ed è stato epocale il successo riscosso per la simultanea "100 scacchiere sotto le stelle" di sabato sera, Più di 3000 le presenze registrate con oltre 260 partecipanti iscritti: da ogni regione d'Italia ma anche da tante nazioni estere: dall'ex Urss, dalla Croazia e dalla Serbia, dalla Grecia, dalle Filippine, dalla Norvegia, dall'Olanda, dalla Francia e se non bastasse, dalla Cina. Tanto che lo stesso Karpov ha voluto dichiarare: «Questa è la prima volta che in uno "Chess Tournament" vedo cosi tanto interesse, lui che di tornei e simultanee nella sua vita ne ha visti davvero tanti. E nell'appuntamento non è voluto mancare nemmeno Michele Godena, campione italiano di scacchi, oltre alla giovanissima campionessa per la sua categoria under 10 Marina Brunello, bergamasca e determinatissima.
Tante anche le presenze vip. All'appuntamento sono arrivati anche il consigliere regionale piemontese Michele Giovine, coinvolto nell'organizzazione delle olimpiadi prossime, la cui contesa scacchistica laudense è manifestazione collaterale ufficiale.
Ieri pomeriggio, infine, si sono tenuti gli ultimi tornei.
Il ricavato della manifestazione durata due giorni verrà interamente devoluto all'associazione Amici di Serena per finanziare progetti di ospitalità nel 2005 in Italia per l'accoglienza dei bambini d Cernobyl.
La kermesse è stata organizzata anche grazie al contributo finanziario della direzione generale giovani sport e pari opportunità della regione Lombardia e della Provincia di Lodi, assessorato sport e turismo.
Tutto con il patrocino del Parco Adda Sud, di Lodionline, della Pro loco di Lodi. della Federazione Scacchistica Italiana e del Coni.
Sabato, Anatoly Karpov ha presenziato anche ad un "pranzo della solidarietà" mentre tra i premi dei vincitori dei tornei sono stati assegnati anche piatti in ceramica "Vecchia Lodi".

Al torneo più affollato d'Italia i segreti di uno sport olimpico.

L'intervista

"Per quest'anno, si è trattato del torneo più affollato d'Italia con oltre 260 giocatori".
A dare i numeri ma anche molto di più è Adolivio Capece, addetto stampa del Festival scacchistico internazionale città di Lodi ma anche curatore già incaricato per l'ufficio stampa per le Olimpiadi degli Scacchi a Torino il prossimo anno. E non solo: Capece, infatti, è maestro nazionale di scacchi ma anche scrittore di una dozzina di libri in tema tra i quali anche pubblicazioni negli Oscar Mondadori su quali hanno studiato generazioni.
Come fa un giovane ad iniziare a giocare a scacchi se non è una passione di famiglia?
"Il gioco degli scacchi, attualmente, può essere insegnato a scuola nelle ore del pomeriggio, basta che il consiglio d'istituto lo deliberi. Ma si può imparare in Internet.
Ma Questi tornei sono decisivi per far appassionare anche i più piccoli. E in questo gioco, non c'è solo il puro agonismo. c'è la razionalità, la riflessione, tutte doti davvero utili nella scuola e nel lavoro".
E l'intuizione? Conta di più la razionalità o l'intuizione? "Certo, innegabilmente l'intuizione è fondamentale".
Però le donne che giocano a scacchi sono ancora poche e si dice che siano le donne le più dotate per intuizione. "É vero: sono poche ma stanno aumentando".
Visto il suo background qual è per lei, la magia degli scacchi? "Sì, c'è una vera e propria magia in questo gioco. Quando sl gioca a scacchi ci si astrae da tutti, non esiste più nemmeno l'orologio, Si viene letteralmente rapiti". A chi consiglia questa magia e a chi la sconsiglia. "Non la sconsiglio proprio a nessuno. La consiglio, invece, già dall'età scolare. E' provato, infatti, che i bimbi che giocano a scacchi sono più bravi sui libri: imparano anche più facilmente. Non solo: tra gli scacchisti c'è il più alto numero di vedovi. Proprio cosi: con il cervello allenato si vive molto a più a lungo".
Lo scacco, dunque. è una passione. Ma può diventare una professione? "Certo che si. Bastino due esempi: il campione italiano di scacchi Michele Godena guadagna quanto un calciatore di serie B. Anatoly Karpov, campione mondiale, guadagna come un calciatore di serie A".
E si tratta anche di uno sport democratico? "Direi proprio di sì: chi ha due lauree può perdere contro chi si è fermato alle elementari. Chi è grande e grosso può perdere anche di fronte ad un avversario minuto". L'importante è vincere o partecipare? "Beh, direi che fino ad un certo livello, è importante partecipare, diventa fondamentale vincere".
E qual' è il segreto per vincere? "Non ci sono segreti: bisogna allenarsi, allenarsi e allenarsi".
E dal gotha italiano degli scacchi arrivano, infine, anticipazioni sulle prossime olimpiadi di Torino.
«Parteciperanno 140 nazioni di cui almeno 100 con la squadra femminile aggiunta - rivela - per un movimento di circa 2000 atleti. E, curiosità che potrà far sorridere, avremo anche noi l'antidoping essendo federazioni sportive.

L'intervista

"Questo gioco ormai è parte della mia vita ma aiuta chiunque ad essere responsabile"
"Il gioco degli scacchi é parte della mia vita ma credo che possa essere considerato importante per chiunque. Perché insegna ad essere responsabili per le decisioni prese".
A parlare è un campione del mondo. Anatoly Karpov.
Anche questa personalità è arrivata a Lodi in occasione del Festival dedicato al gioco degli scacchi.
Karpov nasce il 23 maggio del 1951 a Zlatous Sverdlovsk. nel sud degli Urali. Inizia a giocare a 4 anni a scacchi, come ama spiegare in un perfetto inglese, per merito di suo padre che, con pazienza, glielo insegna, gli fa da maestro.
Da lì vincerà 160 tornei internazionali piazzandosi campione del mondo dal 1975 al 1985 e campione del mondo Fide dal 1993 al 1999.
Ama vestirsi elegante: sabato sera, nel cortile del teatro alle Vigne, si è presentato in un impeccabile completo grigio gessato, con camicia rossa.
"Mi aspetta un confronto emozionante, spiega il campione appena prima dei tornei che si tengono sabato sera - dopo pochi minuti esce nell'arena pronto ad affrontare anche gli sfidanti più determinati.
Ci sarà un segreto anche nella sua dieta, dietro al fatto che Karpov vince tutti? Lui stesso svela. "mia madre, che vive a Tula ed ha 85 anni, prepara un eccellente pelmeni (piatto russo a base di carne simile ai ravioli). Ma anche focacce con tanti tipi di ripieni: di carne, pesce, funghi e persino di mirtillo palustre".
E c'è anche un altro piccolo segreto che si può afferrare: prima di fare la sua mossa, a scacchiera pronta, il campione del mondo guarda spesso con attenzione l'avversario che gli sta davanti, specialmente quando deve riflettere di più prima di muovere.
E appare chiaro che la volontà è quella di capire almeno un pizzico di carattere di chi gli sta di fronte, per cercare di comprendere la contromossa con la quale risponderà.

Flavia Mazza