37e Olimpiadi degli Scacchi | Torino 2006

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RASSEGNA STAMPA

LA STAMPA


Kasparov incrocia gli scacchi per le Olimpiadi

giovedì 13 maggio 2004 Pag. 27

Il campione domani a Torino per il suo nuovo libro. Il torneo del 2006, il giallo del titolo mondiale e la sfida di Giugno a Tripoli.

ARRIGO Boito, narra la cronaca, il 24 aprile del 1897 rinunciò ad una importante cena di affari con l'editore Ricordi per poter presenziare all'incontro con il campione del mondo di scacchi Emmanuel Lasker di passaggio a Milano. Il grande musicista e poeta era infatti un cultore del Nobil Giuoco, come oggi è, per esempio, Ennio Morricone, che ai primi del mese a Roma ha suonato dal vivo, evento davvero eccezionale, per la campionessa Judit Polgar, con la quale ha anche «incrociato i pezzi» in due combattute partite amichevoli, in occasione dei festeggiamenti per l'ingresso dell'Ungheria nella Comunità Europea. A poco più di un secolo di distanza, tocca a Torino l'onore di ospitare l'attuale «numero 1» degli scacchi, Garry Kasparov, domattina, venerdì, dalle 10,30 all'Atrium di piazza Solferino (ingresso libero ad esaurimento dei posti), con il sindaco Chiamparino e l'avvocato Paolo Fresco, per la presentazione in anteprima del programma relativo alle Olimpiadi degli Scacchi che si terranno nel 2006, dal 20 maggio al 4 giugno, ideale continuazione delle Olimpiadi Invernali (quindi sabato lo scacchista sarà a Bologna presso la Libreria Le Due Torri).
Kasparov sarà sicuramente un protagonista dei Giochi e non è difficile pronosticare sin d'ora che guiderà lo squadrone russo alla conquista dell'ennesima medaglia d'oro. Ma la visita del grande Garry, 41 anni compiuti giusto un mese fa, il 13 aprile, coglierà l'occasione per presentare il secondo volume della sua opera I miei grandi predecessori, una storia degli scacchi attraverso biografie di campioni, che appare in italiano grazie alla passione di uno scacchista veronese che per questo ha fondato una casa editrice (www.edizioniediscere.com email edizioniediscere@libero.it).
Nel secondo volume (640 pagine, oltre 130 foto molte inedite; prezzo 38 euro) si parla di assi che l'autore ha conosciuto di persona, come Euwe, Botvinnik, Smyslov e Tal; e i «numeri 2» Keres, Bronstein e Geller, per cui queste pagine sono ricche di giudizi, curiosità, aneddoti esclusivi, che si alternano alle analisi. Per di più Kasparov proprio grazie alla conoscenza personale con i giocatori citati, ha avuto dalle famiglie il permesso di attingere agli archivi riservati, La collana alla fine sarà composta da cinque volumi e costituirà una «summa» dell'evoluzione degli scacchi negli ultimi due secoli.
Ma chi è oggi il Campione del Mondo di scacchi? C'è un momento di crisi e di confusione nel mondo degli scacchi e gli stessi addetti ai lavori hanno difficoltà a dire chi egli sia.
Tutto ha avuto origine una decina di anni fa, nel 1993, quando Kasparov fece "la scissione" e decise di giocare il match per il titolo iridato con l'inglese Short al di fuori della struttura della Federazione Internazionale (FIDE). La Federazione allora squalificò Kasparov e Short e fece disputare la finale mondiale tra Karpov e l'olandese. Timman. Si crearono così due circuiti mondiali, che per qualche anno procedettero speditamente, poi rallentarono per la difficoltà di reperire sponsor. La Federazione, per ovviare alla difficoltà, trasformò la competizione iridata in un maxi - torneo ad eliminazione diretta, con un tabellone tennistico. L'ultima edizione giocata è stata vinta dal diciottenne ucraino Ponomariov. A quel punto però, ci fu il «rientro nei ranghi» da parte di Kasparov e la Federazione impose a Ponomariov un super-match con l'ex campione; il giovane ha rifiutato e per questo è stato in pratica squalificato. Ora a giugno, a Tripoli in Libia, si dovrebbe svolgere un nuovo mondiale il cui vincitore sfiderà Kasparov per la conquista del titolo.

Adolivio Capece


Anno 2006, Torino dà scacco matto

Sabato 15 maggio 2004

Gli occhi del mondo sulla nostra città
Il grande Kasparov presenta le Olimpiadi della specialità.
Mai disputate in Italia, approderanno sotto la Mole dal 20 maggio al 4 giugno, vi parteciperanno 2000 giocatori.

Nel 2006 Torino sarà città due volte olimpica. Perch6 a febbraio ospiterà i Giochi della neve e del ghiaccio e a maggio quelli degli scacchi: evento dall'eco planetario, dato che vi prenderanno parte circa centocinquanta paesi. Porteranno all'ombra della Mole, per 15 giorni, quasi duemila giocatori e 500 giornalisti.
Le Olimpiadi scacchistiche si svolgeranno dal 20 maggio al 4 giugno. Sono così chiamate anche se si tratta di un campionato del mondo per nazionali. Non si sono mai disputate in Italia. Per presentarle, è venuto nientepopodimeno che Garry Kasparov, la stella dell'antico gioco-arte-scienza-sport, il superasso che da diciannove anni domina l'universo delle 64 caselle della scacchiera: non è più padrone del titolo iridato, tra scissioni e litigi, l'universo di Re e Regine assomiglia purtroppo a quello della boxe dove i campioni mondiali sono più d'uno, a seconda dell'organizzazione che li riconosce. Però, Kasparov è sempre gli scacchi; è il personaggio che calamita l'interesse delle folle e, di conseguenza, degli sponsor. Non un posto libero c'era nella sala di Atrium dove il Campione è arrvato a metà mattinata per sedersi tra il sindaco Chiamparino e Paolo Fresco, il presidente del comitato organizzatore delle Olimpiadi di Torri, Alfieri e pedoni. Duecento persone, quasi tutte contagiate dal virus degli scacchi, in adorazione di colui che è stato presentato con piccola esagerazione e non poca adulazione «il più grande campione di tutti i tempi" (e Fischer?, o Capablanca?). Folla, dunque, e molta. Specie considerando che l'Italia è il quarto mondo degli scacchi: basti pensare che un mese fa Garry si offrì al pubblico a Dresda e accorsero in oltre duemila. Entusiasmo, comunque, sposato a emozione, attenzione e reverenza per quest'uomo di 41 anni che ha risposto in inglese alle domande, fissando le proprie mani gesticolanti o davanti a sé, sfiorando spesso la pila di volumi che rappresentano la sua ultima fatica: raccontare i fuoriclasse del passato rivisitandone la vita, le partite, svelando una miriade di aneddoti. La fatica di Kasparov si intitola "I miei grandi predecessori" è giunta alla seconda puntata è pubblicata in Italia da Ediscere. Il libro è andato a ruba, per Kasparov una maratona di autografi, una copia de l'è fatta firmare Fresco "sarà il premio" per il vincitore del torneo vip" che si disputa oggi a Portofino.
Spigolando tra le risposte di Garry: "Nella seconda puntata prendo in esame i campioni mondiali che Vanno da Euwe a Tal, e quest'ultimo lo reputo il più forte, il gigante insieme ad Alekine"; "E' vero, non sono il campione riconosciuto dalla Fide, la federazione internazionale, ma che ci posso faro se Kramnik da quattro anni fa di tutto per evitare di affrontarmi?, "La Fide non ha saputo trasformare gli scacchi in un grande sport, è stata incapace di raccogliere attorno alla scacchiera le maxi sponsorizzazioni", "Devo ringraziare mia madre che mi ha insegnato ad applicarmi a ciò che amo con determinazione e dedizione: volontà, concentrazione e, appunto, dedizione e determinazione sono le armi per realizzare i propri sogni", "Lo so (sorriso) che tanti attendono il mio ritiro, però ho ancora tante cose da compiere negli scacchi", "Ho iniziato a giocare a 5 anni, gli scacchi aiutano a crescere, formano il carattere". Applausi al campione. E un applauso Chiamparino ha sollecitato per Michele Cordara, il presidente della Scacchistica di via Goito 13, "che un sabato mattina venne da me e propose "Perché non approfittiamo delle Olimpiadi per cercare di ottenere anche quelle scacchistiche: Sindaco, ci dà una mano?". Così quella che pareva una chimera (bisognava battere la concorrenza fortissima dell'India) è diventata clamorosamente realtà e tre due anni Kasparov tornerà a Torino per guidare la Russia alla conquista dell'ennesima medaglia d'oro.

L'UOMO DEI RECORD
SENZA SCONFITTE PER 10 ANNI

Garry Kasparov è nato il13 aprile 1963 a Baku, capitale dell'Azerbaigian. (cominciò a giocare a 5 anni e i nel 1972, a dodici anni, vinse il il campionato sovietico juniores. Quattordicenne conquistò il titolo di Grande maestro e nel 1980 diventò campione mondiale juniores. Battendo Anatoly Karpov al termine di un match-fiume, il novembre 1985, a Mosca, conquistò il titolo iridato, diventando il più giovane detentore nella storia. Uomo di tutti i record, nel gennaio 1990 Garry infranse il record di Fischer superando il punteggio di 2785 punti Elo e nel '99 lo migliorò arrivando a 2850 punti. Dal 1981 al '91 è rimasto imbattuto, vincendo tutti i grandi tornei, 4 anni fa stato detronizzato dalla Fide.

Claudio Giacchino


I sogni di Kasparov

Sabato 15 maggio 2004 Pag. 26

Numero 1 al mondo da 19 anni

In quale sport, qualcuno è il numero al mondo da 19 anni? Soltanto negli scacchi, grazie a un giocatore che porta il nome di Garry Kasparov, capace di competere con tre generazioni: quella che lo ha preceduto, quella a, lui contemporanea e quella dei futuri campioni. Ci vuole naturalmente il lampo della genialità. Ma anche una determinazione che non accetta confini, come s'è capito alla festa in suo onore e del suo nuovo libro, mercoledì sera al Meridién di Torino (con l'avvocato Fresco e il governatore Ghigo); È stato di scena il Kasparov politico: temperamento di dissidente, tornato a vivere a Mosca; non ha nascosto l'avversione a Putin, ha analizzato come la posizione d'una partita le debolezze dell'attuale politica russa, ha annunciato l'intenzione di partecipare alla prossima competizione elettorale, con un nuovo movimento: «Democrazia 2008». Nel cuore dei suoi impegni futuri, ha messo l'opera della Kasparov Chess Foundation (nata ne12003, dotata di 2 milioni e mezzo di dollari e di due scholarship): l'obiettivo è promuovere gli scacchi nelle scuole, come strumento di sviluppo della mente e di inserimento sociale, mescolando le élites degli istituti privati con gli studenti delle malandate scuole pubbliche. Anche lui dice I have a dream: «Quello di coltivare le speranze dei ragazzi che si innamorano degli scacchi».

Alberto Papuzzi


Arrivano le Olimpiadi degli Scacchi

26 gennaio 2005

Anteprima con la Kosteniuk
Un Re contornato da cinque cerchi d'Olimpia nero, blu, giallo, verde e rosso.
E' il logo delle Olimpiadi degli scacchi che si disputeranno a Torino dal 20 maggio al 4 giugno del prossimo anno: hanno cadenza biennale, sono in realtà un campionato del mondo a squadre, maschile e femminile, mobilitano migliaia tra giocatori, tecnici e giornalisti: dunque, un evento internazionale di notevole eco mediatica. Mai è stato ospitato dall'Italia, Torino è riuscita ad aggiudicarselo nell'autunno 2002 battendo la concorrenza di New Delhi.
Un avvenimento, questa vittoria sabauda, nell'avvenimento, dato che scacchisticamente l'Italia è a livelli terzomondisti, la Federazione è stata commissariata dal Coni per la sua inefficienza, le Nazionali hanno fatto magra figura alle ultime Olimpiadi che nell'ottobre scorso si sono giocate a Calvià, nell'isola di Maiorca: gli uomini sono finiti al sessantesimo posto (129 le squadre in lizza), le donne al 46esimo (gareggiavano 87 formazioni).
Insomma è un po' come se i Mondiali di calcio fossero stati "dati" all'Albania.
Il comitato organizzatore presieduto da Paolo Fresco, guidato dal direttore tecnico Michele Cordara e da Roberto Rivello, presidente degli scacchi piemontesi, lavora d'intesa col Comune, Regione e Provincia, che supportano i Giochi.
Ieri, ad Atrium, è stato presentato il logo, creato dalla fantasia di Lorenzo De Paolo, studente del terzo anno dell'Istituto europeo del design, ed è stato lanciato tra le scuole elementari, medie e superiori e l'Università il concorso, sponsorizzato dal Centro gioco educativo e natura, per la mascotte delle Olimpiadi di cavalli, pedoni e alfieri.
Annunciate anche le manifestazioni preolimpiche: spicca la "Sfida al campione", la simultanea che terrà sabato 5 marzo Alexandra Kosteniuk, la giovane bionda russa che è un asso di livello mondiale sulle 64 caselle ed è ricercatissima da rotocalchi e TV avendo un fisico da top model.
Tra due sabati, invece, alle Cupole, in programma il campionato torinese under 18.
Da non perdere CioccolaTò: mostra dei pezzi di scacchi fatti di cioccolato e simultanee nelle piazze, nei paesi che aderiranno all'iniziativa organizzata dall'assessorato al turismo della Provincia.


Scacchi

27 febbraio 2005

Verrà inaugurato la prossima settimana, per la precisione sabato 5 marzo, il «portale Internet» delle Olimpiadi degli Scacchi che si svolgeranno a Torino nel 2006, dal 20 maggio al 4 giugno.
Per l'occasione ci sarà una conferenza stampa, con Alexandra Kosteniuk madrina di eccezione dell'evento.
Saranno presenti anche le autorità cittadine ed i componenti del Comitato Organizzatore, di cui è presidente l'avvocato Paolo Fresco, oltre a personaggi del mondo della cultura, dell'arte e dell'industria notoriamente appassionati del gioco.
L'avvio del portale è un momento significativo per l'organizzazione delle Olimpiadi; gli appassionati vi troveranno notizie e anticipazioni, ma anche il calendario delle molte manifestazioni "pre-olimpiche" previste per quest'anno, come l'esibizione di Karpov a Lodi sabato 11 giugno e la Coppa dei Campioni per squadre di club in settembre a Saint - Vincent.


La russa di casa a Torino

6 marzo 2005

Scacchi, Una cinese spegne il sogno iridato della bella Alexandra.

Bella, campionessa, simpatica.
La natura è stata generosa con Alexandra Kosteniuk, ventunenne (il 23 aprile) russa che fa magie sulla scacchiera ed è la seconda al mondo, ha perduto la battaglia per il titolo iridato contro la cinese Zu Chen.
La bruna Alexandra, che a pedoni, torri e alfieri alterna le sfilate di moda è venuta a Torino, ha fatto da madrina al portale Internet inaugurato per le Olimipiadi dell'antico gioco-sport-arte-scienza che si disputeranno nella città sabauda da1 20 maggio al 4 giugno del prossimo anno.
Una manifestazione che mai è stata organizzata in Italia.
E' una straordinaria occasione per TORINO di farsi conoscere nel mondo dato che le OIimpiadi di Re, Donne e Cavalli mobilitano 150 nazionali e hanno un seguito eccezionale in rete tant'è che nell'ultima kermesse, svoltasi a Palma di Maiorca l'autunno scorso (queste Olimpiadi hanno cadenza biennale), nelle due settimane di gare il Sito dei Giochi, registrò 23 milioni di contatti e 160 milioni di pagine consultate.
Ad Atrium il portale (www.chessolympiad-torino2006.org ) ideato dagli studenti dello IED (Istituto Europeo Design) coordinati da Marco Cassinera, è stato lanciato online da Alexandra che ha inviato un e-mail per annunciarne la nascita a tutte le federazioni del globo.
Insomma, un momento importante per il comitato organizzatore presieduto dall'ex presidente Fiat, Paolo Fresco, grande appassionato del gioco, e diretto da Michele Cordara.
Le Olimpiadi, grazie alla loro visibilità planetaria, sono una ghiotta possibilità per gli sponsor e la venuta della Kosteniuk è un biglietto da visita eccezionale per l'organizzazione taurinense, la campionessa, top model per la prima volta s'è esibita in Italia tenendo all'Ambasciatori una simultanea su 24 scacchiere contro vip e forti giocatori. Vestita di bianco, ad Atrium Alexandra s'è raccontata sempre con il sorriso sulle labbra, "Sono nata a Perm, ho scoperto gli scacchi a 5 anni, papà è stato il mio pigmalione, quando non sono impegnata nei tornei dedico ogni giorno 6 ore all'allenamento e allo studio sulla scacchiera.
La Siciliana, la Spagnola e la Est Indiana, le aperture predilette: sono aggressiva, gioco sempre per vincere.
Gli scacchi comunque non sono tutta la mia vita, amo leggere, sciare, nuotare, pattinare".
Celebre una sua simultanea in cui, appunto, si spostò da una scacchiera all'altra sui pattini.

Claudio Giacchino


Scacchi

3 aprile 2005 pag. 29 Tempo Libero

Le Olimpiadi degli Scacchi di Torino 2006 (20 maggio - 4 giugno) potranno essere seguite via Internet grazie al portale costruito e disegnato dallo IED (Istituto Europeo di Design) e il cui indirizzo è www.chessolympiad-torino2006.org.
La sezione "area gioco" permetterà di vedere in diretta le partite: saranno oltre 450 gli incontri trasmessi contemporaneamente, per consentire agli appassionati di tutto il mondo di seguire la propria nazionale.
Per ora sul portale gli appassionati troveranno tutte le informazioni logistiche per poter assistere all'evento, il calendario delle molte manifestazioni "pre-olimpiche" che ci accompagneranno fino all'inizio ufficiale delle Olimpiadi, la storia delle Olimpiadi degli Scacchi e notizie e curiosità sul mondo degli scacchi con aggiornamento continuo.
Un sito da visitare ogni giorno, un indirizzo da inserire sicuramente tra i "preferiti".


Scacchi, Aleramo - record in 9 nei primi nove posti

21 maggio 2005 pag. 46

Scuola. Gli allievi dell'elementare vittoriosi ai campionati italiani.
Tutti alunni della 5a D hanno surclassato gli avversari di Barletta vincitori l'anno scorso.

E' gioco per menti raffinate, quello degli scacchi. Attività che invita alla riflessione, ma anche all'iniziativa coraggiosa.
Gioco antico e affascinante che ancora oggi sa ammaliare anche i più piccoli che dietro la mossa di una torre o di una regina sanno scorgere mondi interi. Succede allora che una scuola elementare di Torino, la Sibilla Aleramo, abbia allevato un gruppo di campioncini che si sono aggiudicati le finali nazionali dei Giochi Sportivi Studenteschi disputati ad Alghero lo scorso fine settimana.
In nove tutti ai primi posti (cinque -bambine e quattro bambini della quinta D del maestro Ezio Perano), si sono messi, alle spalle i rivali di una scuola di Barletta. vincitori dell'edizione 04.
Roberta Di Perna, Arianna Giordano, Giada Cusanno, Marta Rocco, Valentina Caputo, Alessandro Davi, Alberto Mennuti, Mihail Costea e Alessandro Como i loro nomi.
Siedono davanti alla scacchiera, nella stanza che la direttrice della scuola ha messo a disposizione degli scacchisti, seri e concentrati studiando le mosse dell'avversario oppure quale sia la migliore apertura. «Dai, giochiamo la viennese, che è più divertente» dice Alessandro ad Alberto.
Frase che significa nulla per chi non è pratico di scacchi, ma che la dice lunga su quanto siano già esperti a dieci anni i neo campioni d'Italia.
«Purtroppo l'anno prossimo andranno alle medie e non potremo più seguirli - dice Perano - che ha trasmesso loro la passione e che si occupa dei corsi con l'istruttore Renato Mazzetta, speriamo che continuino a frequentare la Società Scacchistica Torinese». Infatti da quattro anni ai corsi scolastici la Scacchistica torinese ha affiancato quello pre-agonistico, curato dall'istruttore federale Enrico Pepino e dal Maestro Enrico Faraoni, seguito dagli studenti ogni lunedì.
«E dal 1982 che faccio giocare i miei allievi -racconta Perano -e finalmente, grazie alla Scacchistica Torinese che mi affianca si cominciano a vedere i primi risultati e dopo due ottavi posti è arrivata la vittoria».
All'Aleramo sono una cinquantina i bambini che giocano: «Iniziano già in seconda, mentre in prima faccio prendere confidenza con i pezzi facendoli giocare con i pedoni".
Giocano nell'intervallo, a casa, su Internet (www.scaccomattissimo.it) e qualcuno con i genitori, almeno finché non diventano troppo forti per papà e mamma.
Impratichirsi con caselle nere e bianche, con lettere e numeri, aiuta anche a prendere confidenza con la matematica, gestire mosse e partite porta all'autodisciplina e insegna ad accettare la sconfitta.
Ma ai baby campioni cosa piace? "Il tatticismo" spiega Alberto, «E l'essere astuti» aggiunge Roberta, «Mi piace studiare l'apertura migliore» le fa eco l'altro Alessandro.
Nessuno risponde «vincere» e se diciamo alle bambine che hanno vinto facilmente, Giada precisa: «Chiunque è arrivato ad Alghero è bravo. Noi abbiamo vinto solo perché le altre erano più agitate».
Il loro futuro è davanti a una scacchiera, così dicono, intanto tra un anno, quando Torino ospiterà le Olimpiadi degli Scacchi, siederanno tra gli spettatori.
Per il momento, solo per il momento.

Roberto Pavanello

C'è anche Spassky
Frascati Capitale degli scacchi

22 maggio 2005 - pag. 16

Per una settimana, fino al 29 maggio, Frascati è capitale degli scacchi.
Il campione mondiale Boris Spassky (detentore del titolo iridato dal '69 al '72) e la bella campionessa europea Alexandra Kosteniuk sono i protagonisti della manifestazione, un torneo di livello mondiale a inviti con 10 giocatori, valido per il titolo di Grande Maestro, il massimo riconosciuto dalla Federazione internazionale degli scacchi.
Partecipano anche gli under 16 più promettenti oltre al campione italiano, Fabio Bruno.
La manifestazione s'inquadra tra gli eventi preparatori delle Olimpiadi degli Scacchi, a Torino dal 20 maggio al 4 giugno 2006.
Ieri Spassky ha giocato contemporaneamente con 25 personalità del mondo della politica, della cultura, dello sport e dello spettacolo.
La Kosteniuk si esibirà in simultanea il 29 maggio contro i Maestri del gioco per corrispondenza. La campionessa, nota anche per l'attività di fotomodella e di attrice, sovrintenderà alla cerimonia di premiazione, consegnando personalmente i trofei.

Kasparov
Scacco al Cremlino

27 giugno 2005 - pag. 12

Comincia a bordo di un vecchio pulmino bicolore, di quelli con le tendine sintetiche ai finestrini e la pelliccia consumata sui sedili, il viaggio di Garry Kasparov alla conquista della Russia profonda.
Pochi chilometri, e la Mosca della grande abbuffata dei «nouveaux riches» sembra lontana anni luce: strade dissestate, abitazioni fatiscenti senza acqua e con l'elettricità a singhiozzo, bambini scalzi e babushke infagottate che vendono patate e fragoline di bosco mentre i camion lanciati a tutta velocità gli sibilano accanto ricoprendoli di polvere. "Sono Garry Kasparov, vado a Kostroma per un incontro con i politici della regione e i suoi abitanti", dice al poliziotto incaricato di redigere il protocollo per le auto che entrano e escono dalla regione di Jaroslavl. L'agente lo riconosce «È il campione di scacchi!». Ma la pratica dura il tempo che deve durare: fogli, timbri, controlli, domande.
Non sarà senza ostacoli, il viaggio di Kasparov al centro della Russia, e fino a ieri non erano in molti a scommettere che facesse sul serio. Una cosa è prestare la propria faccia di campione a iniziative civili - come il Comitato 2008, nato nel gennaio dell'anno scorso per favorire libere elezioni in Russia, un'altra è decidere di sottoporsi ai ritmi massacranti di una campagna elettorale senza essere neanche candidato di un partito.
Dopo Kostroma; sulle rive del Volga, Kasparov partirà per il Daghestan, 1'Ossezia del Nord, le regioni di Stavropol e Krasnodar. «Poi andrò negli Urali, in Siberia e nell'Estremo Oriente». Con un unico obiettivo: «Smontare la dittatura di Vladimir Putin».
La strategia di gioco è definita: «Per prima cosa bisogna capire che cosa la gente pensa e sondare la sua capacità di reazione: solo allora sapremo cosa possiamo fare per la costruzione di un vero dialogo, non il solito monologo presidenziale che vediamo tutte le sere alla tv di stato».
Per questo è importante battere il paese palmo a palmo: "la politica russa è sempre stata concentrata all'interno del Sadovoe Kolzo (la circonvallazione interna di Mosca), e anche i partiti all'opposizione considerano le trattative con il Cremlino una parte essenziale del processo politico. Per me è un errore escludere le regioni dalla discussione politica, perché il regime di Putin può controllare la situazione a Mosca e nel centro, ma per la massa dei russi non cambierà mai nulla». Destra e sinistra, comunisti e liberali, tutti uniti nel «Fronte» di Kasparov fino al giorno delle elezioni, per garantire che si svolgano liberamente e inaugurare il confronto democratico: «il Fronte nasce da un'esigenza sociale, non dal desiderio di personalismi».
Alla Scuola degli Scacchi di Kostroma, tutti stanno aspettando l'arrivo del campione. Lo accolgono nell'aula principale, i bambini con i pantaloni neri e la camicia bianca, le bambine con i capelli raccolti in uno chignon a cui ogni mamma ha aggiunto un fiore, un tulle, un nastrino diverso "Sei meglio di un computer", l'orgoglio di tutti i bimbi russi che giocano a scacchi dice una bambina recitando a memoria una filastrocca d'occasione. Applausi, mamme grasse e accaldate, la scuola ha i soffitti bassi, e l'aria circola poco, chiedono: «Per favore, una foto, possiamo farle una foto?» Kasparov ringrazia il direttore, "un onore così chi se lo aspettava nella nostra piccola scuola" dice che la Russia sta perdendo il suo primato anche negli scacchi, oltre che nell'industria e nell'economia. "Vladimir Putin sarà presidente per la terza volta?", trilla la voce di un bambino, con gli occhi furbi di chi ha appena ricevuto un suggerimento intelligente. "Speriamo di no, dipende da tutti noi", risponde il campione cercando di essere serio. "Evviva Kasparov, il più forte di tutti!"
Un salto a deporre fiori davanti ai caduti di Kostroma nella Grande Guerra Patriottica, mentre in strada i passanti lo riconoscono e vanno a stringergli la mano. "Chissà come mai avrà deciso di buttarsi in politica - si chiede Irina, 46 anni, - lui che potrebbe fare una vita tranquilla".
Nella sede della Duma locale le porte si aprono con un entusiasmo decisamente minore: "E' venuto qui per fare politica? Si sta preparando alle prossime elezioni?", gli chiede il presidente Valerij Ijizkij, un vecchio comunista che non ama i giri di parole.
Il colloquio a porte chiuse dura una ventina di minuti, ma Kasparov, al termine dell'incontro, non ha paura di rispondere: "Prima di aprire qualsiasi discussione sulle potenziali possibilità di un potenziale candidato nelle potenziali elezioni che, ripeto, potrebbero non avere luogo, dobbiamo lavorare affinché la costituzione non venga cambiata per garantire a Putin il potere a tempo indeterminato. Noi stiamo combattendo perché queste elezioni abbiano luogo e si svolgano in modo regolare".
Noi chi? Chi c'è dietro la campagna elettorale di Garry Kasparov? Il sito www.golos.org , che diffonde le notizie del "Fronte" è finanziato da una imprecisata "fondazione internazionale", ma i soldi per le iniziative vengono dall'interno del paese. "Si tratta di persone che non vogliono comparire, ma che danno un appoggio incondizionato. Non siamo qui per promuovere noi stessi - ci dice Kasparov - ma per far sì che la democrazia russa avanzi". Parlare di rivoluzione arancione non gli piace, ma è convinto che il popolo russo, in un modo o nell'altro, si ribellerà allo zar Putin: "Da tempo la politica russa non è più quel monolito che crede di essere. I gruppi politici ed economici se ne sono accorti". E' in arrivo un giornale che faccia capire le cose", è una campagna informativa di proporzioni massicce.
Stratega o sognatore? Kasparov ripete di continuo che vorrebbe vivere "in un paese normale", ma sa che non sarà come una partita a scacchi: "il gioco ha delle regole, la politica invece, soprattutto quella russa, è capace di levarti i dadi mentre li stai tirando o di barare sul risultato finale".
Nello storico duello con Anatolij Karpov, simbolo dell'Unione Sovietica più paludata, Kasparov non si guadagnò soltanto il titolo di campione, ma anche la fama di "uomo nuovo" in un paese che volgeva al declino.
Oggi l'avversario si chiama Vladimir Putin, e la sfida è cominciata. Per Garry Kasparov dare scacco matto sarà molto più difficile.

CONTRO KARPOV LO STORICO MATCH

Garry Kasparov è la faccia russa di Bobby Fischer. Anche lui ha sconvolto il mondo degli scacchi.
Fischer lo fece battendo Spassky, primo americano a imporsi sui sovietici in epoca moderna. Kasparov lo ha fatto mettendo a soqquadro il potere della Fide (la federazione internazionale) e spostando sulla scacchiera proteste e battaglie del dissenso sovietico.
E' Cominciato lontano dalla Mosca dei ricchi e dal centro della Russia popolare il viaggio del grande campione di scacchi.
Un solo obiettivo "smontare la dittatura di Vladimir Putin".
"Per prima cosa bisogna capire che cosa pensa la gente. Allora potremo costruire un vero dialogo, non il solito monologo presidenziale che dobbiamo ascoltare ogni sera in TV".
Il suo vero nome era Garry Weinstein, nato a Baku nell'Azerbaijan nel 1963. Impara a giocare dal padre che muore quando lui ha 7 anni, prende il nome russificato della madre. Allievo del grandissimo Botvinnik, si rivela un genio precoce. Il suo anno è il 1984; quando sfida Anatoly Karpov, freddo campione di scuola sovietica. E' il match mondiale più lungo nella storia degli scacchi: sei mesi.
Kasparov vince, è campione a 22 anni. Mette in discussione le regole della Fide e fonda l'organizzazione professionistica PCA. Sconfitto da Kramnik per il titolo nel 2000 rimane tuttora lo scacchista con il punteggio più alto.

L'occidente conquista il paese degli scacchi

Mercoledì 10 agosto 2005

Classifica sorprendente in vista delle Olimpiadi Torino 2006.

Russi 14° al campionato europeo di Göteborg. Disfatta anche per tutte le altre compagini del vecchio Est europeo.
Sulla scacchiera adesso primeggiano Olanda, Israele, Francia e Grecia.

Tornano a casa come eroi i sette marinai russi dell'equipaggio del batiscafo russo As-28 e forse l'eco del loro salvataggio servirà a far passare in secondo piano un altro ritorno, sicuramente più defilato: quello dei loro connazionali che nel Campionato Europeo a squadre di scacchi, terminato domenica a Göteborg in Svezia, hanno forse ottenuto il peggior risultato nella storia "sovietica" del Nobil gioco. Infatti, per trovare la Russia nella classifica finale si deve scendere addirittura fino al quattordicesimo posto, risultato, disastroso visto che le squadre in gara erano (solo) quaranta.
In realtà l'Europeo ha segnato la disfatta di tutte le compagini del vecchio Est europeo, se si pensa che l'Ucraina è solo quinta, la Georgia settima, l'Azerbaijan nono e l'Armenia dodicesima.
Gli unici a salvarsi sono stati gli ex sovietici che oggi compongono la nazionale di Israele: fino all'ultimo hanno lottato per la conquista del titolo, attestandosi alla fine sulla medaglia d'argento, dietro ad una sorprendente Olanda, e davanti - di misura - a Francia e Grecia, alla vigilia semplici outsider.
I tempi sono cambiati, il muro di Berlino è crollato, non c'è più la guerra fredda, ma il risultato dell'Europeo di Göteborg può essere equiparato al successo di Bobby Fischer contro Boris Spassky una trentina di anni fa, nel 1972. In realtà è una nuova generazione scacchistica quella che ha creato «lo schiaffo di Goteborg» e che ora è chiamata alla conferma tra pochi mesi, nelle Olimpiadi degli Scacchi di Torino 2006.
L'anno scorso nel mondiale a squadre di Majorca, in Spagna, sul podio erano salite nell'ordine Ucraina, Russia e Armenia. L'Europeo doveva servire alla Russia per ristabilire la sua supremazia e dimostrare che quello in Spagna era stato solo un momentaneo sbandamento. Invece ha confermato il crollo, ma non a vantaggio delle altre nazioni nate dalle ceneri dell'ex Unione Sovietica, bensì a vantaggio delle nazioni occidentali.
Sembrava che dopo li ritiro di Fisher, tutto fosse tornato come prima e che l'egemonia scacchistica fosse di nuovo saldamente in mano ai russi. E fino a che c'è stato Garry Kasparov questa illusione è rimasta. Adesso la doccia fredda, l'impatto con la nuova inattesa realtà.
Sono i «figli» di Bobby Fischer ad averne raccolto l'eredità, apportando nel mondo degli scacchi nuove idee, nuova linfa. Se nel 1972 era stato un singolo a far tremare l'egemonia di una nazione, ora è un'intera generazione a voler ristabilire una supremazia che affonda le sue radici storiche nel Settecento e nell'Ottocento.
Il successo dell'Olanda può forse stupire il profano: la Francia in fondo ci ha dato un Philidor, la terra dei tulipani non ha mai avuto grandi individualità. Ma quella degli olandesi per gli scacchi è sempre stata una passione profonda, corale, di popolo, sfociata nella conquista del titolo iridato da parte di Max Euwe nel 1935 ai danni del celeberrimo Alekhine.
Una passione di popolo uguale anche in Grecia, dove per esempio qualche anno fa una campionessa, Anna Maria Botsari, raccolse quasi cinquecento appassionati e realizzò il primato di partite in simultanea giocando ben 1.102 partite (primato battuto solo pochi giorni fa negli Stati Uniti da Susan Polgar e portato a 1.131 partite).
Davanti alla Russia troviamo anche la Polonia (che in questo Europeo ha conquistato a sorpresa il titolo femminile, precedendo la Georgia e la stessa Russia) e poi la Germania e l'Inghilterra a testimonianza di un rinnovato interesse per gli scacchi da parte delle nazioni occidentali, in alcune delle quali il Nobil Giuoco riesce addirittura a far concorrenza a sua maestà il calcio.
Dal nostro quadro manca, almeno per ora, l'Italia. All'Europeo la squadra azzurra si è comportata senza infamia e senza lode e non per colpa dei giocatori schierati, che hanno combattuto al meglio delle proprie possibilità: forse si sarebbe potuta schierare una squadra più competitiva. Speriamo che la lezione serva per la formazione della nazionale che dovrà difendere i nostri colori alle Olimpiadi degli Scacchi di Torino 2006, che si svolgeranno in coda ai Giochi Olimpici Invernali. Non si pretende il podio, ma una prestazione orgogliosa e magari, perché no?, un piazzamento davanti alla Russia.

Adolivio Capece

La via per la gloria non passa più di lì

Un tempo il gioco dimostrava la "superiore intelligenza comunista"

C'era una volta il Paese degli scacchi. Dove in tutte le scuole, negli asili, nei dopolavori e negli alberghi, nei circoli sportivi e negli ospedali c'erano sempre scacchiere aperte ad aspettare i giocatori.
Si vedevano vecchietti e ragazzini spostare figure sui treni, in spiaggia, sulle panchine dei boulevard di Mosca e nel giardinetto davanti alla dacia. I giornali ogni giorno pubblicavano un problema scacchistico e la tv faceva cronache lunghe e minuziose dei tornei. Ai bambini veniva mostrata la mossa del cavallo ancora prima di insegnargli l'alfabeto e uno che ammetteva di non sapeva giocare - e bene - a scacchi non era un «vero figo»
Una passione totale che coinvolgeva intellettuali e proletari e formava un vivaio grande quanto l'intera Unione Sovietica, nel quale allevare campioni che avrebbero fatto la gloria nazionale.
Le baffute e robuste georgiane sbaragliavano chiunque ai tornei femminili, nelle competizioni maschili ampia era la scelta di eroi baciati dal genio e dalla sregolatezza: dallo scostante Tahl all'imbattibile Botvinnik, al «perfido traditore» Korchnoj fuggito dall'Urss per combattere dalla parte del nemico capitalista, all'impassibile Karpov che invece seguiva inderogabilmente la linea del partito comunista.
Gli scacchi erano patrocinati da Breznev e decantati dall'ideologia: erano la dimostrazione che i sovietici erano più intelligenti di chiunque. La perestrojka è stata segnata dall'astro Kasparov: l'epoca richiedeva un campione nuovo, appena ventenne, disinvolto e dichiaratamente anticomunista.
La Chesslandia sovietica è scomparsa come l'Atlantide. Le sorti della Fide sono finite in mano all'ambiguo leader calmucco Kirsan Ilumzhinov, uno che ha addosso più inchieste di quanti sono i quadretti della scacchiera. Garry Kasparov ha annunciato di abbandonare i grandi tornei per dare scacco matto alle prossime elezioni a Putin, e fa il columnist politico per il Wall Street Journal. Il tentativo di rilanciare l'ex passatempo nazionale in versione giovane e glamour, scegliendo come testimonial la campionessa teenager Alexandra Kosteniuk, si è arenato e la ragazza si vede ora più in spot pubblicitari e film che in match di simultanea. La rete da pesca che catturava, filtrava e addestrava piccoli geni da Brest a Vladivostok si è sfilacciata. Il fascino di un gioco antico dove si vince con il cervello è sbiadito, passare la vita a spostare pedoni è considerata una perdita di tempo, i potenti patrocinano altre discipline più chic. La fortuna e la gloria In Russia non si conquistano più dichiarando scacco al re.

Anna Zafesova

Dopo il ritiro di Fischer tutto sembrava tornato come prima, con l'egemonia saldamente in mano ai «rossi». Ma Kasparov è stato l'ultima illusione.

Terra di campioni

Boris Spassky divenne campione del mondo battendo Tigran Petrosian nel 1969. Noto per la sua gentilezza, nel 1972 incontrò Bobby Fisher in un celebre match, mondiale a Reykjavik, in Islanda: la guerra fredda lo rese un simbolo dello scontro tra il mondo occidentale e quello comunista.

Anatoly Karpov è suo il record di vittorie in tornei ufficiali.
Fu il più grande campione nazionale dell'URSS: quando vinse il titolo aveva 15 anni. Nell'aprile 1975, a 24 anni, la Fide lo proclamò campione del mondo, dopo che Fischer aveva rofoitato di difendere il titolo. Perse il mondiale contro Kasparov, nel controverso matche del 1985.

Kasparov il più giovane campione mondiale della storia.
Un genio precocissimo: a 17 anni divenne Grande Maestro. Nel 1984 sfidò il campione del mondo Karpov, nel match più lungo della storia: durò sei mesi, fu interrotto e decretata la parità. Nel 1985 Kasparov vinse la rivincita contro Karpov e a 22 anni divenne il più giovane campione del mondo della storia.