37e Olimpiadi degli Scacchi | Torino 2006

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RASSEGNA STAMPA

MILLIONAIRE


Scacco alla noia

Marzo pag. 139

Sviluppa il senso critico e la capacità di analisi. Insegna a valutare tutte le alternative. Abitua al rispetto delle regole. Il gioco degli scacchi è uno sport a tutti gli effetti. Al punto da essere inserito alle Olimpiadi del 2006.

C'è chi l'ha definito: «una palestra per la mente» (il filosofo Blaise Pascal), chi «un grande spreco di cervelli» (lo scrittore sir Walter Scott) e chi «uno sport violento» (Il pittore Marcel Duchamp).
Ma forse è stato il campione Boris Spassky ad aver pronunciato la sentenza finale: «Il gioco degli scacchi è come la vita».
Impegna cuore e cervello, abitua ad analizzare e prevedere, mette a confronto con l'avversario e con sè stessi. Potrà sorprendere qualcuno, ma gli scacchi sono considerati uno sport a tutti gli effetti.
In Italia la federazione (Federscacchi, www.federscacchi.it ) fa parte del Coni.
Non solo, sono anche estremamente di attualità .
Già disciplina olimpica nel 1924 e nel 1928, faranno il loro grande rientro nelle Olimpiadi Invernali del 2006, a Torino. Dà i numeri della situazione italiana l'esperto Adolivio Capece, direttore della rivista Italia Scacchistica: «In Italia gli appassionati sono quattro - cinque milioni. I tesserati 20 mila, di cui la metà under 16.
E i professionisti, cioè quanti si mantengono con gli scacchi, partecipando ai tornei o insegnando, sono una decina».
A questo sport si possono avvicinare tutti, perchè agli scacchi si gioca (e si vince) indipendentemente da ricchezza ed erudizione.
Eppure il tipo di gioco e la necessità di tempo da dedicargli (e denaro per partecipare ai tornei, in attesa di rientrare con i premi vinti) lo rendono un'attività particolarmente diffusa fra professionisti e imprenditori.
"Non si diventa ricchi - sintetizza Capece - giocando a scacchi. In compenso, molti ricchi sono diventati scacchisti".
Il tempo è sicuramente un elemento importante di questo gioco. Una partita può durare da cinque minuti a varie ore.
Nei tornei, si usa l'orologio Fischer, che a ogni mossa, restituisce 30 secondi. Si parte con un'ora e 40 minuti di tempo base ma si può arrivare a sette-otto ore totali.
Al gioco ci si può accostare anche a scuola, da adolescenti.
Successivamente, si può cominciare iscrivendosi a un circolo (sono circa 350 in tutta Italia). Qui è possibile frequentare dei corsi, individuali o collettivi. Per imparare Le regole base, bastano otto-dieci lezioni, a un costo indicativo di 100-150 euro.
«Gli scacchi servono a sviluppare le capacità di analisi e quelle di sintesi. Inoltre aiutano a delineare e prendere in esame, tutti gli scenari alternativi. Infine, abituano al rispetto delle regole.
Non a caso sono utilizzati in alcuni corsi di formazione per manager. Pare che in vari ambiti lavorativi, per esempio quello della finanza, la capacità di giocare a scacchi sia un requisito di cui si tiene conto per un'assunzione» aggiunge Capece.
Ma che cosa rende gli scacchi così affascinanti? Mlilionaire l'ha chiesto a Michele Godena, Grande Maestro (massimo livello raggiungibile negli scacchi) e numero uno in Italia.
"Oltre alla soddisfazione di vincere, c'è anche quella di vedere realizzati i propri schemi.
Quindi un piacere sia competitivo sia intellettuale. Mi dedico agli scacchi per diverse ore al giorno. Sto molto tempo su Internet: studio partite e approfondisco mosse. Sono spesso in giro per tornei. Affronto persone di ogni nazionalità ed è bellissimo comunicare con loro grazie ad un linguaggio universale".
Questo sport è prevalentemente maschile (per esempio, le donne iscritte alla Federazione italiana sono appena un migliaio, i1 5%).
In realtà, le campionesse non mancano. Attualmente le più brave sono le cinesi.
Per non parlare della russa Alexandra Kosteniuk, 18 anni, vice campionessa del mondo.
Diventata Grande Maestro a 14, è modella e attrice.
La prima donna al mondo è l'ungherese Judit Polgar, che gioca solo nei tornei maschili.
I giocatori più bravi? «Curiosamente, più di una volta nella storia il predominio negli scacchi ha coinciso con quello nella politica internazionale. E così nel Rinascimento i giocatori più bravi erano gli italiani.
Gli spagnoli erano al top ai tempi dell'Invincibile Armada, i francesi all'epoca di Re Sole e gli inglesi sotto la Regina Vittoria.
Oggi i migliori scacchisti sono i russi, con cinesi e indiani che stanno emergendo» conclude Capece.
Intanto a rivoluzionare il modo di giocare ci hanno pensato il computer e Internet.
Oggi è possibile allenarsi, senza muoversi da casa. Questo ha reso i giocatori più abili e veloci.
Il software più diffuso è Fritz (in vendita sul sito www.chess.it ).
E' infine possibile giocare online, per esempio con Yahoo! (http://it.gamesyahoo.com/ ) e i principali portali dedicati a questo sport.

"Grazie agli scacchi ho temprato il mio carattere, perchè gli scacchi ci insegnano ad essere obiettivi"
Alexander Alekhine, campione del mondo per 17 anni.

La passione di Hollywood e dintorni

Arnold Schwarzenegger, da quandoè diventato Governatore della California, pratica più scacchi e meno body-building. E così ha piazzato in palestra una scacchiera, con intorno due sedie da regista.
Su una c'è scritto winner (vincitore) sull'altra loser (perdente).
Indovinate dove si siede di solito Schwarzy?

Il grande attore Humprey Bogart prima di diventare famoso, si guadagnava da vivere giocando a scacchi.
Un dollaro a partita contro chiunque.

Marlon Brando e Jack Nicholson appassionati di scacchi e vicini di casa, si vedevano tutti i giorni, ma non si parlavano quasi mai. In compenso, facevano lunghe partite.

Grande appassionato di scacchi anche Max Pezzali, che nel suo videoclip Come deve andare ha raccontato una partita di scacchi.

Al regista Stanley Kubrick fu il padre a trasmettere l'amore per gli scacchi.
E proprio giocando a scacchi nel club di Greenwich Village, riuscì a mettere insieme i soldi per girare il suo primo film, paura e desiderio, nel '53.

"A scuola di esclusero dalla squadra di scacchi, a causa della mia statura".
Woody Allen.

Da leggere:
UN MANUALE CHIARO PER COMINCIARE
Il primo libro degli scacchi di Josè Raul Capablanca
Mursia, 16 euro

UNA GUIDA COMPLETA, PER AFFINARE LA TECNICA
Il grande libro degli scacchi di Adolivio Capece
De Vecchi Editore, 15 euro

UN SEMPREVERDE PER FARE IL SALTO DI QUALITA'
Il libro completo degli scacchi, di A. Chicco e G. Porreca
Mursia, 32 euro

Una vasta scelta di libri nella LIBRERIA ON LINE
Le due torri, www.scacchi.biz

A Marostica, in provincia di Vicenza, si svolge ogni due anni, (in quelli pari) nella prima decade di settembre, una partita un po' speciale: con pezzi viventi!
INFO: www.marosticascacchi.it