37e Olimpiadi degli Scacchi | Torino 2006

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La ragazza che fa magie con gli scacchi

5 Marzo 2005 - Pag. 51

SOCIETA': Alexandra Kosteniuk
Vent'anni, gioca da quando ne aveva 5. La campionessa inaugura oggi a Torino il portale Internet delle Olimpiadi 2006.
"Se le persone, e soprattutto i giornalisti, si interessano di me e parlano di me, di conseguenza si interessano e parlano di scacchi. E io sono felice quando posso richiamare l'attenzione sul nostro gioco. Spero che la mia presenza possa servire per aiutare la diffusione degli scacchi in Italia".
E sicuramente servirà a far parlare di scacchi la presenza di Alexandra Kosteniuk questa mattina all'Atrium di Torino, dove la campionessa, inaugurandone il portale Internet, darà virtualmente il via, a 440 giorni dall'inizio dei Giochi, al cammino verso le Olimpiadi degli Scacchi, che si svolgeranno nel capoluogo piemontese dal 20 maggio a1 4 giugno.
Nel pomeriggio la giovane russa darà una dimostrazione della propria abilità affrontando contemporaneamente in simultanea una ventina di avversari, tra i quali personalità del mondo della cultura, della politica e dello spettacolo.
Alexandra Kosteniuk è nata il 23 aprile 1984 a Perm, cittadina russa dove il padre, Kostantin, militare di carriera, svolgeva il suo servizio. A un anno e mezzo si è trasferita con la madre Nathalie a Mosca.
A cinque anni, il padre - grande appassionato di scacchi - le insegnò a giocare: i progressi della bimbetta furono rapidi.
Alexandra ricorda sorridendo quei giorni. «Tutti i giorni papà mi portava nel parco vicino asa dove si trovavano gli appassionati; scovò per me un avversario ideale, un ragazzino di 10 anni, che aveva già preso parte a tornei. All'inizio vinceva lui, dopo qualche settimana lo battevo regolarmente».
Questi rapidi progressi spinsero i genitori a farla partecipare al campionato giovanile Under 10 di Mosca, torneo misto tra maschi e femmine, dove «Sasha», per età la più piccola, realizzò 2 vittorie su 8 partite. Due anni dopo Alexandra si classificherà seconda assoluta nel torneo conquistando, a soli sette anni, il titolo di campionessa femminile Under 10.
«In quell'occasione rilasciai i miei primi autografi: lo ricordo molto bene perchè ne fui molto felice», racconta. «Il mio nome è piuttosto lungo, feci un po' di fatica a imparare a scriverlo correttamente e a firmare».
A quel punto il padre decise di farne una scacchista professionista; lasciò - tra lo stupore di tutti - il posto sicuro nell'esercito (era giunto al grado di Maggiore) per diventare l'allenatore della figlia, il che lo costrinse ad arrabattarsi con i lavori più disparati per sopravvivere e mantenere la famiglia.
Ma alla fine i fatti gli hanno dato ragione. Alexandra in pochi anni è diventata una delle migliori giocatrici al mondo, conquistando vari titoli europei giovanili e poi l'Europeo individuale assoluto.
Tre anni fa è arrivata alla finale per il titolo mondiale femminile, dove, contro la cinese Zhu Chen, concludeva in parità la sfida dopo le partite regolamentari (3 a 3) per poi essere sconfitta «ai rigori» nelle 2 partite di gioco rapido di spareggio per la assegnazione del titolo iridato.
Da allora gioca quasi esclusivamente tornei con avversari maschi: i suoi risultati l'hanno portata qualche mese fa a diventare una delle 10 donne al mondo che possono fregiarsi della qualifica di «Grande Maestro» (maschile, ovvero più propriamente assoluto), lo stesso titolo di Fischer, Spassky, Kasparov e Karpov.
Unica eccezione, le Olimpiadi 2004 in Spagna, dove ha giocato nella squadra russa femminile, dimostrando il suo amor di patria dipingendosi, le unghie delle mani con i colori della bandiera nazionale.
Alexandra. grazie ai successi sulla scacchiera e a un innegabile fascino, ha presto suscitato l'interesse dei media, che l'hanno paragonata alla coetanea e connazionale Anna Kournikova, la nota tennista. Stesse iniziali, stessa grinta, stesse qualità estetiche. «Sì, ma con una differenza fondamentale: che io vinco!», sottolinea Alexandra sorridendo con malizia. E aggiunge: «In realtà sarei più contenta se invece di essere io a essere chiamata la Kournikova degli scacchi fosse lei ad essere definita la Kosteniuk del tennis!».
Il paragone comunque l'ha aiutata e Alexandra ha intrapreso anche una carriera di fotomodella che l'ha portata su copertine e pagine delle principali testate europee come testimonial di una nota marca di orologi e di una compagnia di telefoni cellulari.
Tutto questo ha fatto sì che la sua abilità nel gioco venisse un po' sottovalutata, tanto che spesso le sue vittorie sono state attribuite al modo di vestire moderno e sbarazzino e (perchè no?) anche al fatto di mostrare, come tuttavia ormai fanno tutte le ragazze della sua età - e non solo - l'ombelico.
Sposata da un anno con il suo ex manager, Diego Garces, poco prima del matrimonio Alexandra è stata anche protagonista di un film, Blagoslovite zhenshinu (più o meno «Benedetta la donna»), del regista Stanislav Govorukhin, molto noto in Russia, suscitando positivi consensi dalla critica.
Brava a sciare, a nuotare e a pattinare (celebre una sua esibizione in simultanea proprio muovendosi da una scacchiera all'altra sui pattini), Alexandra ama gli scacchi e oggi vive per gli scacchi, anche se confessa che in realtà le sarebbe piaciuto fare la giornalista o la psicologa.
Ma non si limita all'aspetto agonistico ed è attenta anche a quella che potremmo definire "la cultura" del gioco nei suoi aspetti più diversi, come i rapporti con l'arte, la letteratura, la musica. Ama leggere, uno dei suoi libri preferiti è La difesa di Luzhin, mentre dichiara di non essere riuscita a finire Lolita di Nabokov, e ogni tanto scrive poesie reperibili in inglese sul suo sito (www.kosteniuk.com ), dove gettonatissima è soprattutto la sua ampia "galleria fotografica".
"Le mie poesie? Sono sentimenti che sento il bisogno di fissare sulla carta".
Giocatrice aggressiva, dichiara di preferire le partite di gioco rapido e le «lampo» in cui ciascun giocatore dispone di soli 5 minuti per l'intero incontro, a quelle con cadenza tradizionale che possono durare anche sei - sette ore. «Le partite lunghe richiedono notevole sforzo fisico, sottolinea, ma a volte sono noiose per gli spettatori.
Per questo mi piacciono di più le partite blitz, più adatte allo spettacolo.

Il cursus Honorum

Come in tutti gli sport. per i giocatori agonisti sono previste classifiche. La «serie A» degli scacchi è il titolo di «Grande Maestro», massimo conseguibile.
Ci si arriva dopo aver conquistato il titolo di «Maestro internazionale» e prima ancora quello di «Maestro fide».
Questi tre titoli hanno valore in tutto il mondo e costituiscono le cosiddette categorie internazionali.
I tre titoli vengono assegnati anche in ambito femminile, ma in questo caso il valore è inferiore a quello assoluto (o maschile).
Nell'ambito di ciascuna categoria c'è una ulteriore classificazione a punti, il «punteggio Elo».
Ogni Nazione ha poi proprie categorie nazionali e propri sistemi di classificazione. In Italia il massimo titolo è quello di Maestro.

E Anche alle Olimpiadi degli scacchi c'è il controllo antidoping

Le Olimpiadi degli Scacchi sono un campionato del mondo a squadre.
Si chiamano Olimpiadi perchè la prima edizione si svolse in occasione delle Olimpiadi di Parigi del 1924, dove gli scacchi erano equiparati agli altri sport.
Il torneo di scacchi venne disputato ancora durante le Olimpiadi del 1928, svoltesi in Olanda, poi gli scacchi vennero estromessi (assieme al tennis) poichè i partecipanti erano per la maggior parte professionisti.
Dal 1950 la manifestazione si svolge con cadenza biennale; nel 1952 vi ha preso parte per la prima volta l'Unione Sovietica che ha vinto tutte le edizioni fino al 1990 (tranne quella del 1978).
Da quando l'Unione Sovietica non esiste più, è stata la Russia a vincere sei edizioni consecutive.
Il torneo femminile ha visto inizialmente la prevalenza delle giocatrici dell'Unione Sovietica, poi della Russia, ma da 4 edizioni la manifestazione è dominata dalle cinesi.
L'anno scorso le russe sono scese al terzo posto, superate dalle statunitensi.
Nel frattempo il Cio ha deciso di reinserire gli scacchi nei Giochi Olimpici, preferendo però annetterli alle Olimpiadi Invernali. Così, alle Olimpiadi degli Scacchi di Torino 2006 sono attese le squadre nazionali di circa 150 Nazioni per la competizione maschile e un centinaio per quella femminile.
Nelle squadre maschili possono essere inserite giocatrici (per esempio Judit Polgar, numero 8 assoluta al mondo, gioca nella rappresentativa ungherese maschile), mentre i giocatori uomini non possono essere schierati nel torneo femminile.
Le squadre maschili sono composte da 4 giocatori più 2 riserve, quelle femminili da 3 giocatrici più l riserva.
Pertanto tra «atleti», capitani delle squadre, allenatori, dirigenti e arbitri, la manifestazione di Torino coinvolgerà almeno 2500 persone da tutto il mondo.
E' previsto il controllo antidoping.
Kasparov ha annunciato la sua presenza nella squadra russa maschile, mentre Alexandra Kosteniuk sarà la punta di diamante della Russia femminile.

DI ADOLIVIO CAPECE