37e Olimpiadi degli Scacchi | Torino 2006

Home Page

login

Untitled Document
Settembre 2018
LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM
     12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
       
AVVICINAMENTO

Olimpiadi degli Scacchi a Torino

Assegnazione Olimpiade
10 Nov. 2002: la 37.a edizione delle Olimpiadi degli Scacchi assegnata all'Italia, Torino diventa la capitale italiana degli scacchi


All’inizio del 2002 la Società Scacchistica Torinese presenta agli Enti locali il progetto relativo all’organizzazione delle Olimpiadi degli Scacchi del 2006. L'idea era tanto semplice quanto audace: dovendo Torino ospitare nel 2006 le Olimpiadi invernali, e dovendo attrezzarsi organizzativamente per quell'evento, perché non utilizzarne il lavoro e le strutture, la capacità ricettiva e l'eco internazionale per ospitare, subito dopo, anche le Olimpiadi degli scacchi? Il progetto trova fin dall'inizio il supporto concreto delle tre Amministrazioni pubbliche locali: il sindaco Sergio Chiamparino, la presidente della Provincia Mercedes Bresso, il presidente della Regione Enzo Ghigo offrono il loro personale sostegno a un'impresa impegnativa, che vedrà Torino confrontarsi con le candidature alternative di due rivali di prestigio scacchistico nettamente superiore: l’India e l’Estonia.

E così il 1° agosto 2002, si costituisce a Torino il Comitato Promotore delle Olimpiadi degli scacchi 2006, con l'intento di ottenere per la prima volta nella storia l'assegnazione a una città italiana della massima manifestazione scacchistica mondiale. I mesi successivi sono stati febbrili. I contatti e gli incontri con la Fide, i primi passi per sondare i possibili sponsor privati, la meticolosa preparazione della candidatura, che sarebbe stata presentata in novembre a Bled in Slovenia. Una battaglia diplomatica dall'esito trionfale.

Il 10 novembre 2002, al Congresso plenario della Federazione Internazionale degli scacchi, è un plebiscito: 108 delegati su 130 votano per Torino. La trentasettesima edizione delle Olimpiadi degli Scacchi è assegnata all'Italia. Si giocherà a fine primavera, dal 20 maggio al 4 giugno 2006. Il 6 luglio del 2004 viene costituito il Comitato organizzatore al quale aderiscono tutti e tre gli Enti locali. La presidenza è a Paolo Fresco, allora presidente della Fiat, che da appassionato scacchista ha sin dall'inizio offerto il suo contributo al progetto. Uno dei fattori decisivi nella scelta della Federazione Internazionale è stato naturalmente la concomitanza con le Olimpiadi invernali, che si disputeranno a Torino proprio a febbraio del 2006.

Per la prima volta scacchi e sport della neve saranno ospitati nella stessa città, nello stesso anno. Una coabitazione che assicura la più ampia eco sui media e che sfrutta l'eccezionale opportunità di ospitare i campioni degli scacchi nelle nuovissime strutture olimpiche, appena collaudate dai campioni della neve. Fulcro della manifestazione sarà il Villaggio Olimpico: un complesso di trenta palazzine, suddivise in confortevoli appartamenti.

Diventerà una vera città degli scacchi, ospitando giocatori, accompagnatori, uffici e funzionari della FIDE, arbitri e servizi per la stampa. Per quindici giorni si trasformerà per lo scacchismo mondiale in una calamita che attirerà l'attenzione dei media di 150 Paesi. Da qui, si irradieranno anche le trasmissioni in diretta via Internet, uno strumento di comunicazione che ha già riscosso uno straordinario successo alle Olimpiadi di Bled nel 2002, e che nel 2006, con una tecnologia ulteriormente migliorata e con potenzialità di diffusione molto accresciute, potrà davvero consentire agli appassionati di tutti i Paesi di partecipare all'avvenimento in tempo reale.