Curiosità sulle Olimpiadi   

Marshall con la coppa Hamilton-Russell

 

La Coppa Hamilton-Russell  venne donata alla FIDE dal magnate inglese George Frederick Hamilton-Russell in occasione della 1a Olimpiade, Londra 1927, per essere assegnata come trofeo alla squadra vincitrice.  La coppa viene conservata dai vincitori fino alla prossima olimpiade,  poi deve essere restituita alla FIDE per essere consegnata ai successivi vincitori.  Diversamente dalla coppa Rimet per il calcio, la coppa Hamilton-Russell non diventa mai di proprietà di una squadra che vince un determinato numero di olimpiadi.

 

 

L’ Aia 1928  (2a Olimpiade). Gli organizzatori decisero di aderire strettamente allo spirito olimpico ammettendo solo giocatori non professionisti. Mancando tutti i grandi nomi, la qualità del gioco fu molto bassa. Questa regola venne giustamente abbandonata già dall’edizione successiva e non fu mai più riproposta.

 

 

Amburgo 1930 (3a Olimpiade). Vinse la Polonia (Rubinstein, Tartakower, Przepiorka, Makarczik, Frydman) davanti a Ungheria e Germania. Rubinstein era considerato da alcuni un giocatore in declino, ma i fatti smentirono nettamente questa opinione: il grande Akiba giocò 17 partite col sensazionale risultato di +13 = 4 – 0 (88,2 %).

 

 

Alexander Alekhine, giocando per la Francia, non fu da meno: giocò nove partite vincendole tutte.  Vinse anche il 1° premio di bellezza in una famosa partita contro lo svedese Stahlberg.

 

 

 

 

 

 

 

 

Marcel Duchamp (1887-1968) è considerato l’unico partecipante alle olimpiadi che è meglio noto per meriti non scacchistici: pittore e fondatore del movimento artistico del Dadaismo, dal 1923 abbandonò la pittura per darsi agli scacchi.  Partecipò per la Francia 4 olimpiadi dal 1928 al 1933, col risultato +4 =22 –26.  Riuscì però a fare il “gol della bandiera” vincendo una partita per ciascuna olimpiade. Comunque giocare in squadra con Alekhine può essere già una bella soddisfazione!

 

 

Buenos Aires 1939 (8a Olimpiade). Fu la prima olimpiade giocata fuori dall’Europa. Gli USA, vincitori delle quattro precedenti edizioni, non parteciparono per un mancato accordo sui compensi per i giocatori convocati (Marshall, Reshevsky, Kashdan, Fine e Horowitz). Ampi particolari della vicenda, che non mancò di destare scalpore anche negli Stati Uniti, sono dati nell’ “American Chess Bulletin”, Maggio-Giugno 1939. L’ Ungheria e la Jugoslavia non parteciparono a causa degli alti costi per il viaggio di trasferimento dall’Europa all’Argentina. Dopo i gironi preliminari, il 1° Settembre la Germania nazista invase la Polonia, dando avvio alla II Guerra Mondiale. La squadra inglese, che aveva giocato nei gironi preliminari, si ritirò immediatamente per fare ritorno in Europa.  La Polonia e la Francia si rifiutarono di giocare con la Germania nella fase finale (fu concordata la patta). Alcuni giocatori europei, tra i quali Najdorf ed Eliskases, chiesero asilo politico all’Argentina, lo ottennero e presero la cittadinanza argentina.

 

 

Helsinki 1952 (10a Olimpiade).  Entrò in campo per la prima volta la squadra dell’ URSS, che si aggiudicò subito il primo posto. La squadra era composta da Keres, Smyslov, Bronstein, Geller, Boleslavsky e Kotov. Il campione del mondo in carica Botvinnik non venne convocato. La Federazione Sovietica non diede una motivazione ufficiale, ma la causa sembra sia da ricercare nella “scarsa combattività” dimostrata nell’anno precedente e nel match mondiale pareggiato con Bronstein.  Botvinnik si prese però la soddisfazione di vincere, nel corso dello stesso anno, il suo 6° Campionato Sovietico.

 

 

Amsterdam 1954 (11a Olimpiade). L’ URSS vinse con un vantaggio di 7 punti sulla seconda classificata Argentina, rendendo evidente la netta superiorità della scuola sovietica in quel periodo.  L’ URSS si aggiudicò tutte le olimpiadi a cui prese parte con la sola eccezione di Buenos Aires 1978, dove si classificò seconda dietro l’Ungheria (ad Haifa 1976 non partecipò).

 

 

Erik Eliskases (1913-1997) giocò in 8 olimpiadi per tre paesi diversi: le prime quattro  per l’Austria (suo paese natale), una per la Germania nel 1939  (l’Austria era stata annessa alla Germania nazista) e tre per l’ Argentina, suo paese d’adozione. Realizzò l’ottimo score del 64,9 %.

 

 

 

 

 

 

 

Alle olimpiadi di Lipsia 1960  l’ URSS vinse tutti i 20 match disputati e ottenne la più alta percentuale di sempre: 82,5 % (+53 =26 –1). La squadra era composta nell’ordine da Tal, Botvinnik, Keres, Korchnoi, 1a riserva Smyslov, 2a riserva Petrosian. La superiorità sovietica era in quel periodo tale che una eventuale squadra URSS-B, composta per es. da Spassky, Geller, Taimanov, Polugaevsky, Averbach e Kotov si sarebbe tranquillamente aggiudicata il secondo posto.

 

 

Mikhail Tal detiene il record della migliore percentuale per le partite giocate alle olimpiadi: 81,2 % (+64 =34 –2). Seguono Karpov  80,1 % e Petrosian 79,8%.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alle olimpiadi dell’ Havana 1966,  Mikhail Tal  fu protagonista di uno spiacevole episodio: in un bar dell’ Havana fu coinvolto in una rissa e venne colpito alla testa con una bottiglia. Fu ricoverato in ospedale e dovette rinunciare ai primi quattro turni (fu sostituito in 3a scacchiera da Korchnoi). In seguito giocò 13 partite col risultato di +11 =2 – 0  (92.3 %).

 

 

 

 

 

 

Tigran Petrosian ha il record di imbattibilità alle olimpiadi: giocò 90 partite  dal 1954 al 1972 senza perdere alcuna partita, perse con Huebner nella finale di Skopje 1972, poi giocò altre 48 partite senza perderne alcuna. Score complessivo +78 =50 – 1. Il soprannome che gli venne dato di “La Roccia” sembra davvero ben meritato !  Petrosian vinse con l’ URSS 15 medaglie d’oro (9 di squadra e 6 individuali) e una d’argento (di squadra).

 

 

 

 

 

 

 

Lajos Portisch ha partecipato a più olimpiadi e giocato più partite di qualsiasi altro : 20 editioni dal  1956 al 2000, 260 partite. Ha guidato l’Ungheria alla vittoria sulla squadra della Russia alle Olimpiadi di Buenos Aires del 1978.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alle olimpiadi di Malta 1980 fece il suo debutto olimpico il diciassettenne Garry Kasparov.  Grazie al suo ottimo risultato (in 2a riserva realizzò  9 ½ su 12) l’URSS riuscì ad agguantare in extremis l’Ungheria, vincendo per lo spareggio Bucholz.  Kasparov è il giocatore che ha vinto il maggior numero di medaglie: 19 in totale  (8 oro di squadra + 7 oro, 2 argento e 2 bronzo individuali).  Seguono in questa classifica Petrosian con 16 medaglie (9 oro + 1 argento disquadra, 6 oro individuali) e Tal con 15 (8 oro di squadra + 5 oro e 2 argento individuali).

 

 

 

 

 Il record del partecipante più giovane (11 anni) è condiviso da John Jarecki e Andrew Sherman, entrambi delle Isole Vergini Britanniche. Dei due, John Jarecki ha ottenuto il miglior risultato: dopo la sua prima olimpiade a Malta 1980 ha partecipato altre due volte, sempre in 2a scacchiera, con l’ottima percentuale complessiva del 62%.

 

Il loro connazionale William Hook si è invece distinto per essere uno dei giocatori olimpici più longevi: ha partecipato a 15 olimpiadi ottenendo un oro in 1a scacchiera (Malta 1980) e un argento. All’età di 79 anni ha partecipato a Calvià 2004, ed è ancora in attività, ci auguriamo di rivederlo a Torino!

 

 

 

 

 

 

 

 

Novi Sad 1990 (29ma olimpiade).  Furono le ultime alle quali partecipò l’Unione Sovietica, che cessò di esistere come entità politica nel 1991.  L’ URSS  partecipò a 19 olimpiadi, ottenendo 18 vittorie e un secondo posto  (dietro all’Ungheria a Buenos Aires 1978). La squadra sovietica collezionò lo straordinario “bottino” di 100 medaglie: 63 d’oro (45 individuali e 18 di squadra), 17 d’argento (16 individuali e una di squadra), 20 di bronzo (individuali), 16 d’argento e 20 di bronzo (individuali).

 

 

 

 

Alle olimpiadi di Calvià (Spagna) 2004, la squadra degli USA era composta interamente da giocatori originari dell’ex Unione Sovietica (Onischuk, Shabalov, Kaidanov, Gulko, Goldin e Novikov).

Gli Stati Uniti parteciparono a 32 olimpiadi e sono secondi solo all’URSS per medaglie vinte: 59 medaglie (19 oro + 20 argento + 20 di bronzo (6 di squadra e 14 individuali).

 

 

 

 

Alle prime 36 Olimpiadi hanno partecipato 166 Paesi diversi con 185 squadre (in alcune olimpiadi vennero ammesse più squadre dello stesso paese).

L’Italia partecipò a 30 olimpiadi e ottenne il migliore piazzamento a Salonicco 1988, dove si classificò 14ma su 107 partecipanti.