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En plein al femminile

Anche quest’anno ci sono cascato! Sì è vero, ho approfittato del mare per gravitare il meno possibile nella sede di gioco, ma non è bastato! Le delusioni mi sono arrivate addosso comunque, come coltellate improvvise. Anche le cose belle per carità ma quelle in me lasciano meno il segno.

Fare bene lo considero normale e doveroso, far male quasi criminale. Si, lo ammetto, sono un incontentabile, che appena vinta una tappa lo dimentica e pensa alla prossima. C’è chi dice che non sarò mai felice, ma io lo sono anche quando scrivo questi pezzetti e, fra me e me, mi emoziono per il bicchiere mezzo pieno, ma come mi arrabbio pensando che non è colmo fino all’orlo!

Ma vediamo questo bicchiere mezzo pieno.

Marianna e Giada prima e seconda nell’under 12 femminile e credo sia un record, non so quanti altri circoli siano mai riusciti a fare un en plein così importante. Poi Enzo che approdato ai nazionali senza grandi ambizioni arriva addirittura 6° ad un passo dal podio. E i piccolissimi Giorgio, Leonardo e Alberto che a Pasqua manco sapevano cosa fossero i nazionali e poi invece vinci questo torneo, vinci quello, gioca bene, ma chissà…, magari…, e l’appetito vien mangiando… Ed eccoli qui a giocare senza problemi contro avversari arrivati da tutta l’Italia e qualcuno con più esperienza. Ma loro nessun trauma da impatto, giù a darsi botte da orbi (rigorosamente sulla scacchiera of course…) per poi “analizzare” la partita e via riposizionare i pezzi per la rivincita, la contro rivincita, la bella, chi vince questa vince tutto, ecc. ecc.

Il bicchiere mezzo vuoto lo vediamo con Gabriele e Stefano, due giocatori dai quali, senza farglielo pesare prima naturalmente, ci aspettavamo il podio. Ampiamente alla loro portata. Si dice così vero? E invece per Gabriele uno sciupio di posizioni vinte che al confronto benefattori e mecenati possono andare a nascondersi, ma anche un condensato di lacune di conoscenze di base francamente imbarazzante. Per Stefano una crisi di gioco inspiegabile quando gli è toccato condurre i bianchi.

E gli altri? Un generale senza lode e senza infamia anche se qualcuno pendeva leggermente di più verso uno dei due sostantivi, ma lo leggerete nelle pagelle qui di seguito che ogni anno mi diverto a proporre e dove, mi spiace per chi se la prenderà, non le mando certo a dire e non mi accontento certo del punteggio in sé. La parentesi si legge così (piazzamento; punti fatti; variazione Elo). 

I risultati. 

Foto in progress.

 

Giorgio Gola, under 8. (7°; 6/9; +39). Uno che le cose le capisce al volo anche troppo se è vero che non ha dato matto all’avversario dopo pochi minuti perché…. “Cordara si arrabbia se penso poco”. A parte questo gustoso piccolo aneddoto, un eccezionale torneo per essere il primo (credo di una lunga lunga serie) che fa e con soddisfazione di tutti. Entusiasta! 9.

Demetrio Buffa, under 10. (42°; 5/9; +15). Esprimere la stessa cosa sui tre Buffa in tre modi diversi è difficile non essendo io Raymond Queneau (“Esercizi di stile”), ma ci provo. Demetrio avrebbe il vantaggio di guardare la preparazione dei fratelli più grandi, non di rado è proprio questo il caso di maggior riuscita in una famiglia di scacchisti. Ma gli altri non si preparano! E il pallone è un’attrattiva irrinunciabile. Calciatore! 6.

Leonardo Catalano, under 10. (50°; 5/9; -8). Non ricordo in nove finali nazionali da me seguite di aver visto un pattaiolo così nell’under 10. Ma quando glielo faccio notare sotto sotto ride furbescamente, forse inconsciamente nel mio tono ha colto, come solo alla sua età si riesce a fare, che non lo considero proprio un difetto, naturalmente in proiezione futura non adesso. Amministratore! 7.

Alberto Rotondaro, under 10. (68°; 4,5/9; -6). Qualche incomprensione con gli arbitri, gli avversari e il delegato, lo hanno un po’ condizionato nel rendimento. Ma era la prima volta che si trovava “solo” con altri 800 giocatori. Nei tornei però bisogna esclusivamente pensare al dirimpettaio e cercare di batterlo se no le energie vanno sprecate in altre direzioni, di solito inutili. Combattivo! 7.

Leone Buffa, under 12. (47°; 5/9; +40). Che dire di Leone? Finirà come il fratello maggiore? Molto probabile. Se penso alla facilità con cui con le poche conoscenze che possiede, perché questo è il problema comune con gli altri fratelli, porta a casa punti mi cascano le braccia. E mi ritorna in mente il solito refrain pensando a quel che poteva essere e non è stato e, forseparenonèsicuro, non sarà. Indeciso! 6.

Giada Rinaudo, under 12. (2°; 7,5/9; +14). Guardo le sue partite e mi chiedo se mai penserei di mettere i pezzi dove lei tranquillamente li piazza. E mi rispondo di no, ma mi inchino ai risultati. Concede troppe posizioni favorevoli alle avversarie che, per fortuna sua o incapacità loro, sono meno precise di lei che invece al minimo errore le massacra. Spietata! 10.

Marianna Raccanello, under 12. (1°; 7,5/9; -10). Se la strafavorita perde per un erroraccio al secondo turno di solito si assiste ad una inesorabile tragedia nel tentativo di rimonta che ne consegue. Invece Marianna, ripreso il filo del gioco temporaneamente perduto e tranquillizzata dalla presenza della mamma, ha ricostruito piano piano la vittoria finale ed il suo terzo titolo italiano. Caratterino! 10.

Enzo Tripodi, under 12. (6°; 6/9; +128). Lo devo ammettere aspettavo di analizzare le sue partite per divertirmi e vedere delle mosse interessanti e creative. In alcune situazioni nelle quali non mi trovavo d’accordo mi ha persino dimostrato in analisi che aveva ragione lui. E poi vedere come riusciva a vivacizzare partite magari iniziate in sordina è stato a dir poco rincuorante. Fantasioso! 9.

Gabriele Zenere, under 12. (25°; 5,5/9; -60). “L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare” come diceva Bartali. Tutto no ma qui ci sono da rivedere parecchie cose. Non basta imparare le aperture a memoria se non si conoscono bene anche gli sviluppi del centro partita e non si sanno giocare i finali. Necessaria una pianificazione seria. Ma bisognerebbe comunicare. Gambero! 5.

Davide Garbezza, under 14. (45°; 5/9; +10). Ha la sana consapevolezza dei suoi mezzi ancora precari ma la applica a sbalzi. Non per nulla ha giocato bene contro tutti gli avversari più forti portando a casa il risultato, mentre si è disunito contro quelli ampiamente alla sua portata. Se avesse tenuto sempre alta la concentrazione saremmo qui a commentare ben altro piazzamento. Roccia. 7.

Mirko Lizzul Coppe, under 14. (28°; 5,5/9; -17). E’ cambiato l’atteggiamento alla scacchiera e ovviamente sono cambiati anche i risultati. Se passa l’idea che tutto va bene, che qualsiasi cosa succeda con una bella ridacchiata davanti ad un video postato da qualche idiota passa tutto, beh gli scacchi ti puniscono ancor prima della forza degli avversari. Speriamo sia solo una fase di transizione dovuta all’età. DJ. 5.

Leo Rinaudo, under 14. (67°; 5/9; +18). Gioca poco, troppo poco, e la mancanza di abitudine presenta sempre il conto. Ai nazionali ha pagato con un inizio disastroso. Poi piano piano si è ripreso perché il giocatore c’è, anche se si vede solo a tratti. Ci sarebbe bisogno di una pianificazione per superare i limiti attuali ma bisognerebbe poi anche seguirla attentamente e con continuità. Sottotono! 6.

Pietro Buffa, under 16. (53°; 4,5/9; -84). Alla luce dei risultati dei mesi scorsi mi ero illuso che il più bel talento inespresso degli ultimi 10 anni avesse messo (finalmente) la testa sulla scacchiera e dato agli scacchi un posto più consono nella sua personale scala di valori. Poi sono arrivati i nazionali. Buone partite, questo sì, ma buttate a mare per un nonnulla evitabile. Per favore Pietro vorrei tornare a illudermi! A me piace! Disperso! 6.

Stefano Yao, under 16. (6°; 6,5/9; -52). Guardo le sue partite e improvvisamente mi ritrovo a girare con una lanterna in mano. Ma dov’è finito Stefano? Mi hanno giurato che era qui con noi, voglioso di tentare di arrivare ai primi due posti. Invece trovo solo problemi irrisolti, primo su tutti quello di non mettersi in condizione di farsi aiutare. Qui ci va un atto di coraggio e dopo un attento esame della situazione, accettare supinamente i consigli e decidere di seguirli scru-po-lo-sa-men-te. Testa dura! 6.

 

 

 

 

 

 

 

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