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Nel tempo libero... di Carlo

Ecco il terzo appuntamento con questa rubrica, senza un ritmo fisso, che sarà di volta in volta riempita dal materiale che Carlo Bolmida ci manderà. Cose attuali o datate, poesie o scritti, o chissà... Staremo a vedere. Di sicuro non si scriverà di scacchi o scacchisti illuminati, né vedremo perle come l'Immortale o la Sempreverde ma, come si dice, il mondo è bello perché è vario.

Chi non conosce Carlo Bolmida? Da sempre roboante fustigatore di costumi, autore di tutto un po', dai quadri appesi ai muri della Sst, agli articoli sulle riviste scacchistiche, dalle foto alle poesie. Ancora oggi pur non distante dalla soglia dei 90 anni arriva in Sst e comincia a "menare il torrione", a imperversare con i suoi consigli sul gioco d'attacco e a redarguire gli "spingilegno" come lui ama definire e definirsi: quelli che non conoscono tutte le sottigliezze degli scacchi e che anelano di arrivare a giocare una bella partita, magari anche solo una bella combinazione, di quelle da ricordare, da vedere e rivedere. Quelli alla fin fine che amano giocare, giocare e ancora giocare. Negli anni Carletto ha scritto e pubblicato di tutto e in questo spazio di volta in volta pubblicheremo quello che vorrà mandarci. Naturalmente poi alla sera, in sede, si sprecheranno i commenti e questo sarà un motivo in più di polemica e di discussione.             La Redazione.

 

Oggi pubblichiamo una sua poesia del 2016!!

 

Inno ai prudentissimi scacchisti e all’ Elo a tutti i costi

 

Ben tappati nell’austero

ma fidato lor maniero,

mentre attendon, gli agonisti,

la partenza del Torneo,

i pacifici scacchisti

buoni stan nel mausoleo.

 

Fuori piove a catinelle

sulle teste dei passanti,

sugli ombrelli svolazzanti,

su gli omini e le donzelle

con stivali e tacchi a spillo,

a cui sfugge qualche strillo,

che, ohibò, piove da mesi

sulle strade, e già l’ asfalto

pien di buche è… per l’ appalto,

(che a Torino ha gran risalto,

come è, alfin, in altri paesi).

Ma che importa lor? agonisti

dei quadretti e degli scacchi

prudentissimi  scacchisti

sol paventano gli attacchi.

 

E son là, raccolti, stretti,

padri, madri, zii, bambini

(li battezzo… talentini

gli scacchisti pargoletti?)

E c’ è il Vecchio, c’ è il Maestro,

molti sono novellini..;

c’ è l’ esperto ed il maldestro.

Ma ognun con grande zelo

migliorar vuol solo l’ Elo.

E un torneo dopo l’ altro

alimenta il suo feticcio.

Figurandosi più scaltro,

gioca chiuso come un riccio.

 

Illusissimi! Fra poco

tutti quanti giocheranno

un black lion coprifuoco!

Poi un dì s’ accorgeranno

che il lor Elo è diminuito

e allor ripareranno

nella Pirc, all’ infinito,

purché l’ Elo, con affanno,

sia salvo.. per un anno!

  

Così svolgesi la loro

vita, piana e senza scosse.

Mai un rischio tutto d’ oro

che li muti in pelli-rosse,

mai di..Tal un sacrificio,

un’ idea, un epinicio.

Ho da dirvelo? Una smania,

prepotente mi dilania

e invan mi sento indegno:

se vo al Circolo a giocare

giocherò con spingi legno

che de l’ Elo si fan beffe

divertendosi a bizzeffe,

poi discuton con impegno

mosse degne d’ ogni…sdegno!

 

 

 

 

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