{"id":262,"date":"2014-07-09T16:18:00","date_gmt":"2014-07-09T16:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scacchisticatorinese.it\/portale\/il-bluff-negli-scacchi-1\/"},"modified":"2021-02-18T11:51:10","modified_gmt":"2021-02-18T11:51:10","slug":"il-bluff-negli-scacchi-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scacchisticatorinese.it\/portale\/il-bluff-negli-scacchi-1\/","title":{"rendered":"Il bluff negli scacchi \/1"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Gli scacchi sono un gioco ad informazione perfetta, in cui cio\u00e8 ogni giocatore conosce tutte le mosse eseguite dagli altri giocatori. Nei giochi a informazione completa si richiede invece che ogni giocatore abbia tutte le informazioni sul contesto e sulle strategie degli avversari, ma non necessariamente sulle loro azioni.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per esempio, ai giocatori potrebbe essere chiesto di decidere contemporaneamente la propria mossa, in segreto, e poi giocarla contemporaneamente, e quindi senza poter valutare preventivamente gli effetti nella mossa avversaria nell&#8217;elaborazione della propria strategia. I giochi a informazione perfetta sono necessariamente sequenziali, ovvero a turni. In questo modo, la mossa del giocatore pu\u00f2 essere effettivamente basata su una conoscenza completa del contesto (incluse tutte le mosse avversarie rilevanti). Esempi classici di giochi a informazione perfetta sono gli scacchi, la dama, othello, il go, il backgammon e tutti i mancala,.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 possibile bluffare in un gioco a informazione perfetta? Beh per quanto la cosa possa essere sorprendente, la risposta \u00e8 in qualche modo, si. Ma facciamo un passo indietro e vediamo pi\u00f9 in dettaglio cosa \u00e8 il bluff.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il bluff \u00e8 una possibilit\u00e0 consentita esplicitamente o implicitamente da ogni sistema di regole; spesso si ha la tendenza a confondere il bluff con il barare, ma questo non \u00e8 corretto. Come abbiamo visto, il baro infrange le regole fingendo di rispettarle, mentre chi bluffa finge di trovarsi in un punto dello spazio delle regole diverso da quello che realmente occupa. Se si pu\u00f2 sostenere che entrambi stanno ingannando, e sottolineiamo se, questo \u00e8 dovuto solo all\u2019ambiguit\u00e0 del linguaggio. L\u2019inganno del baro \u00e8 una truffa, l\u2019inganno di chi bluffa \u00e8 un tentativo di indurre in errore l\u2019avversario, un tentativo che rimane sempre ben saldo all\u2019interno dei gradi di libert\u00e0 consentiti dal sistema di regole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante questo, l\u2019idea di bluff \u00e8 sovente accompagnata da una connotazione eticamente negativa. Emblematiche ci sembrano le considerazioni che Cosimo Cardellicchio fa nel suo bel libro \u201cGiocatori non biologici in azione\u201d: egli da un lato chiarisce che il bluff non \u00e8 una menzogna e porta ad esempio il giocatore di poker, il quale quando bluffa non mente, \u201cma sta solo dichiarando che \u00e8 disposto a impegnarsi per quella cifra sulla combinazione che possiede. Se la cifra fosse eccessiva per la combinazione che ha, questo riguarda solo lui e i suoi interessi. Quest\u2019atteggiamento non implica verit\u00e0 o falsit\u00e0, n\u00e9 tanto meno implica connotazioni morali, ma \u00e8 solo e unicamente basato, come detto, sulla convenienza a essere praticato\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span><img decoding=\"async\" src=\"images\/Cordara\/dog_bluff_480.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" style=\"margin-right: auto; margin-left: auto; display: block; align: middle;\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019altro lato, mette in luce che ad esempio pu\u00f2 essere \u201cparticolarmente irritante che un giocatore di poker, che sta gi\u00e0 vincendo tanto, usi anche il bluff per aumentare le sue gi\u00e0 pingui vincite\u201d \u2013 in qualche modo irritante, perch\u00e9 in fondo \u201cil bluff \u00e8 solo una strategia tra le altre e bisogna applicarla secondo precise distribuzioni di probabilit\u00e0, per rimanere imprevedibili. Proprio per questo un giocatore, che sta vincendo tanto, deve continuare a bluffare, perch\u00e9 altrimenti darebbe un vantaggio ai suoi avversari\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche se non esiste sistema di regole che in qualche modo non permetta il bluff, questa strategia \u00e8 principalmente associata con il poker. Nel sistema di regole del poker convivono due meccanismi principali: uno prevede di cercare di formare particolari combinazioni di carte, la cui gerarchia \u00e8 collegata con la loro probabilit\u00e0 matematica di realizzarsi. L\u2019altro \u00e8 un sistema di puntate con il quale in qualche modo, si scommette sul fatto di possedere mani pi\u00f9 alte degli avversari. Con la puntata un giocatore assegna un valore alla sua combinazione, e la grande idea del poker, il collegamento dei due meccanismi \u00e8 che per vedere le combinazioni occorre almeno eguagliare la scommessa dell\u2019avversario. Nella singola mano di poker lo scopo del bluff \u00e8 quello di aggiudicarsi il piatto con una combinazione pi\u00f9 bassa di quella degli altri giocatori. Ma nel contesto della partita lo scopo del bluff \u00e8 ben diverso e pi\u00f9 raffinato; esso mira a garantirsi la possibilit\u00e0 di vincere grosse somme quando si ha realmente una combinazione molto alta! Quindi non solo \u00e8 utile che alcuni bluff non riescano, ma \u00e8 addirittura essenziale, perch\u00e9 inducono gli avversari a vedere quando si ha effettivamente un gioco alto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un giocatore regolare, che non bluffa mai, che assegna sempre alle sue combinazioni un valore proporzionale alla loro posizione nella scala gerarchica, quasi mai vince somme elevate, poich\u00e9 nessuno rilancia mai sulle sue puntate. Potr\u00e0 vincere molte piccole somme, ma invariabilmente finisce col perdere. E questo vale anche per chi a un certo punto di una partita stesse vincendo: cambiando strategia e smettendo di bluffare diventerebbe prevedibile e finirebbe per essere rimontato. D\u2019altra parte un giocatore \u201cspericolato\u201d, che bluffa troppo spesso, verr\u00e0 sempre visto ed il suo destino \u00e8 la sconfitta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La migliore strategia consiste nel combinare i due comportamenti. Gli avversari devono essere lasciati nell\u2019incertezza e anzi secondo alcuni il buon giocatore di poker deve evitare comportamenti prestabiliti e agire casualmente, spingendosi a volte fino a violare i principi del gioco corretto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche i Maestri di scacchi trovano spazio per il bluff nella loro pratica agonistica. Un esempio ci viene offerto dalla scelta dell\u2019apertura effettuata da Nigel Short nella sesta partita del match con Garry Kasparov per il campionato del mondo del 1993.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span><img decoding=\"async\" src=\"images\/Cordara\/short_kasparov_480.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" style=\"margin-right: auto; margin-left: auto; display: block; align: middle;\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su questo match Dominic Lawson, giornalista e amico di Short ha scritto un libro che esplora i processi psicologici della sfida, soprattutto dal punto di vista del giocatore inglese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mattina del giorno della sesta partita, Short annunci\u00f2 a Lawson che quel giorno avrebbe giocato una delle varianti predilette dal suo avversario, l\u2019attacco Sozin della Difesa Siciliana. Lawson ci dice con meno esagerazione di quanto un non esperto potrebbe immaginare che Kasparov conosceva le caratteristiche di questa apertura con un intimit\u00e0 normalmente associata alle relazioni tra amanti, mentre Short, in tutta la sua carriera, non avevo mai giocato quest\u2019attacco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lawson riporta il seguente dialogo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cIl Sozin ok, \u00e8 l\u2019arma preferita da Kasparov contro la Najdorf, ed egli la conosce meglio di quanto io potrei mai sognare, ma \u00e8 proprio questo il punto. Quando lo giocher\u00f2, egli sar\u00e0 spaventato da mosse che io neanche avr\u00f2 immaginato. User\u00f2 le sue conoscenze contro di lui\u201d. \u201cMa non \u00e8 un bluff? Che bisogno ha Kasparov di dare per scontato che tu conosci tutte le sottigliezze di quest\u2019apertura?\u201d \u201cQui viene utile la quinta partita. Ha mostrato che sono capace di brillante preparazione, di prevedere ogni sua mossa, e di giocare un intera partita senza lasciare il mio database segreto. Sono in una posizione di bluffare. Lui non pu\u00f2 essere sicuro che io non conosco tutto quello che conosce lui sul Sozin. \u00c8 come a poker, per bluffare con successo, non devi avere la reputazione di un bluffatore, o verranno a vederti\u201d. \u201c\u00e8 una strategia molto rischiosa\u201d. \u201cNaturalmente. Ora andiamo a pranzo\u201d.<\/em> Per la cronaca, il bluff di Short ebbe successo, Kasparov scelse una linea secondaria e con un gioco aggressivo il giocatore inglese si port\u00f2 in vantaggio, fino a che cadde in quello che potremmo definire il controbluff del Campione del Mondo. Nella posizione critica della partita Kasparov gioc\u00f2 la sua mossa, e ostent\u00f2 la massima tranquillit\u00e0, alzandosi nonostante fosse rimasto con pochissimo tempo di riflessione, e eseguendo una serie di riti che era solito praticare quando pensava che la partita non avesse pi\u00f9 niente da dire. In effetti, dopo la mossa di Kasparov, Short aveva a disposizione una bella combinazione che per\u00f2 portava solo ad una patta per scacco perpetuo. Short scelse proprio quella linea, e fu lo stesso Kasparov a mostrargli la mossa vincente, subito dopo che fu concordata la patta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 interessante notare come il bluff di Short sia un bluff nel gioco come \u201cgame\u201d, poich\u00e9 fa riferimento alle mosse giocate in quella precisa partita e alle mosse giocate dai due giocatori nelle loro partite precedenti mentre il bluff di Kasparov si realizza nel contesto del gioco come \u201cplay\u201d, mettendo in scena una particolare rappresentazione di se stesso mentre gioca (play) il gioco (game).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente il bluff nel contesto \u201cplay\u201d \u00e8 altrettanto diffuso di quello nel contesto del \u201cgame\u201d. Mentre preparavamo queste righe ci siamo imbattuti nella storia di Brunello Cucinelli, raccontata da Antonio Cianciullo ed Ermete Realacci nel loro libro \u201cSoft Economy\u201d: ecco come loro raccontano gli inizi del futuro \u201cmago del cashmere\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cC\u2019era una <\/em><em>volta un piccolo imprenditore che lavorava a capo chino in un bugigattolo di quaranta metri quadrati. Veniva dalla campagna e aveva chiesto 500 mila lire in prestito a una banca per comprare pochi chili di lana che aveva trasformato in maglioni. Faceva tutto da solo: puliva per terra; confezionava i pacchi per la spedizione; rispondeva al telefono facendo finta di essere il factotum dell\u2019azienda poi cambiava voce e si trasformava nel proprietario. Bussa alla porta di un direttore di banca che conosce e ottiene 500 mila lire con cui si fa confezionare cinque maglie, d\u00ec cui una di <\/em><em>cashmere<\/em><em>, per il suo campionario. Poche, troppo poche per tentare anche un semplice esperimento di vendita: bisogna arrivare almeno a un centinaio. Per fortuna a Cucinelli la fantasia non manca. Inventa una lunga lista di clienti affidabili, gi\u00e0 collaudati da tempo, tutte persone note per pagare pronta cassa. I fornitori gli credono e gli consegnano i materiali da lavorare. Il futuro \u201cmago del cachemire\u201d produce i maglioni che ha inventato, li porta fino in Trentino Alto Adige, dove aveva letto che c\u2019era la pi\u00f9 bassa percentuale di pagamenti non rispettati, e trova il primo cliente\u2026. Qualche altro volontario si aggrega al gruppo dei primi acquirenti. Comprano pagano e l\u2019avventura comincia. Per sei, sette, anni le richieste aumentano, ma le strutture non esistono ed \u00e8 difficile convincere i clienti a comprare la merce prodotta da una sola persona, a fidarsi di un\u2019azienda tessile individuale. E allora, Cucinelli \u2026. Costruisce con fantasia salgariana un mondo inesistente. Inventa un gruppo di lavoro affiatato \u2013 settantadue dipendenti di cui vanta le capacit\u00e0 e la voglia di lavorare &#8211; e capitali di famiglia che possono garantire il rischio d\u2019impresa. Quella ditta non esisteva, ma i maglioni si.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai due meccanismi del gioco del poker, la gerarchia delle combinazioni e quella delle puntate, qui corrispondono la qualit\u00e0 del prodotto e la solidit\u00e0 della struttura aziendale. Se nel poker con il bluff si associa ad una combinazione scadente un alto valore economico, qui \u201cl\u2019indurre in errore\u201d consiste nel far credere che dietro un\u2019alta combinazione (i bei maglioni di Cucinelli) corrisponda, come ci si aspetterebbe, una solida struttura aziendale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>continua<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Views: 1196<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli scacchi sono un gioco ad informazione perfetta, in cui cio\u00e8 ogni giocatore conosce tutte le mosse eseguite dagli altri giocatori. Nei giochi a informazione completa si richiede invece che ogni giocatore abbia tutte le informazioni sul contesto e sulle strategie degli avversari, ma non necessariamente sulle loro azioni. 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