{"id":554,"date":"2015-03-12T19:44:00","date_gmt":"2015-03-12T19:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scacchisticatorinese.it\/portale\/il-paradosso-del-baro-2\/"},"modified":"2021-02-18T11:50:53","modified_gmt":"2021-02-18T11:50:53","slug":"il-paradosso-del-baro-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scacchisticatorinese.it\/portale\/il-paradosso-del-baro-2\/","title":{"rendered":"Il paradosso del baro\/2"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Ma il paradosso del baro non \u00e8 certo un esclusiva del pensiero occidentale. Nel Mahabharata, forse la pi\u00f9 vasta opera letteraria dell\u2019intera produzione artistica mondiale, uno dei momenti critici intorno a cui si sviluppa la vicenda, \u00e8 legato ad una partita a dadi, truccata.\u00a0<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><img decoding=\"async\" src=\"images\/Cordara2\/5.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" style=\"margin-right: auto; margin-left: auto; display: block; align: middle;\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Mahabharata narra la storia della lotta fra due diversi rami di una famiglia reale (Kaurava e Pandava) che si contendono il regno. Ad un certo punto della storia, per derimere un litigio per futili motivi viene organizzata una partita a dadi. Bench\u00e9 i dadi siano palesemente truccati, Yudhisthira, il rappresentante dei Pandava viene invaso febbrilmente dallo spirito del gioco e per due volte perder\u00e0 tutto: in particolare era stato stabilito che il perdente della seconda partita avrebbe dovuto nascondersi in esilio per dodici anni, fare ritorno il tredicesimo stando nascosto, e se fosse riuscito a celarsi, avrebbe potuto reclamare il riacquisto della propria parte di regno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci interessa notare che al fatto che i dadi siano truccati, non viene data particolare importanza nel proseguo della storia. Durante la partita, invece, \u00e8 come se i risultati dei dadi truccati non fossero altro che casi particolari di dadi \u201cnormali\u201d. Almeno implicitamente, i Pandava sembrano accettare i dadi truccati come una possibilit\u00e0 del reale: accettando di affidare il proprio destino alla sorte, hanno accettato anche la possibilit\u00e0 che lo strumento di espressione del destino fosse manipolato. Se il destino dell\u2019uomo sta nel caso, in un tiro di dadi, pu\u00f2 anche stare in un tiro di dadi truccati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><img decoding=\"async\" src=\"images\/Cordara2\/6.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" style=\"margin-right: auto; margin-left: auto; display: block; align: middle;\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ulteriore interessante esempio del paradosso del baro ci viene raccontato da un film americano del 2002 \u201cIl club degli imperatori\u201d del regista Michael Hoffman.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">William Hundert \u00e8 un appassionato insegnante di studi classici che crede nel suo ruolo di formatore. La sua classe del 1976 viene resa complicata dall\u2019arrivo di un nuovo studente dal carattere difficile, Sedgewick Bell, figlio di un importante senatore. Hundert intuisce le possibilit\u00e0 del ragazzo e cerca quindi di stimolarlo e di motivarlo in vari modi. Ogni anno il liceo St. Benedict indice una gara di storia e fare parte dei tre candidati al titolo di \u201cMr Giulio Cesare\u201d \u00e8 un grandissimo onore a cui tutti gli allievi ambiscono. Durante la correzione dell\u2019ultima prova il professore si trova di fronte a un dilemma: a Sedgwick Bell, che negli ultimi mesi ha dimostrato un impegno davvero notevole, manca un solo punto per essere il terzo finalista e Hundert si domanda quanto sia lecito assegnargli quel punto in pi\u00f9 penalizzando chi ha raggiunto da solo il punteggio necessario. Dopo qualche doloroso minuto di riflessione il professore decide di premiare lo sforzo di Bell. Durante la gara al professor Hundert viene il forte sospetto che Sedgewick Bell stia barando, sospetto che comunica immediatamente al preside. Quest\u2019ultimo, probabilmente intimorito dal potere del senatore Bell, ordina a Hundert di continuare a fare finta di niente. Il professore, scosso, torna al podio e fa al giovane Bell una domanda fuori dal programma scolastico previsto, ma conosciuta dall\u2019altro finalista. Sedgewick Bell sta barando, ma \u00e8 altrettanto vero anche se non cos\u00ec ovvio \u00e8 il fatto che anche il Professore Hundert ha barato, ed almeno tre volte. Una prima volta, la pi\u00f9 grave, decidendo di aumentare il punteggio di Bell a scapito di quello di un altro, una seconda volta, non denunciando Sedgewick dopo averlo scoperto e la terza volta avvantaggiando deliberatamente uno dei concorrenti. Se la seconda e terza violazione delle regole dipendono molto dal contesto, la volont\u00e0 del preside di evitare uno scandalo e quella di Hundert di ristabilire in qualche modo giustizia, la prima \u00e8 figlia delle sole riflessioni di Hundert. Il Professore ha barato e ne \u00e8 consapevole, egli giustifica la sua infrazione delle regole legandola ad una buona intenzione, quella di premiare l\u2019enorme sforzo di Bell, ma si indigna quando scopre che anche Bell sta barando. In realt\u00e0 il comportamento di Hundert sembra del tutto equivalente all\u2019atteggiamento di Mondonico che come allenatore giocatore e arbitro decide quando \u00e8 il momento giusto per fischiare un rigore in favore della sua squadra. Anche la buona intenzione del professor Hundert non regge ad una critica pi\u00f9 attenta. \u00c8 abbastanza ovvio arrivare a sospettare che Hundert non volesse solo premiare gli sforzi di Bell, ma anche i suoi tentativi di aiutarlo. La seconda parte del film in qualche modo sembra avvalorare questa tesi. Sono passati venticinque anni dalla fatidica gara e l\u2019ormai ricco e potente Sedgewick Bell ha deciso di organizzare una \u201crivincita\u201d della famigerata gara di storia. L\u2019anziano professor Hundert accetta di presenziare e scopre che, anche stavolta, Bell ha cercato di barare. Il suo senso di fallimento nel tentativo di formare Bell \u00e8 per\u00f2 addolcito dall\u2019affetto che tutti i suoi ex allievi gli dimostrano, facendogli cos\u00ec capire che un singolo fallimento o un singolo successo non bastano per tirare le somme di una vita dedicata all\u2019insegnamento e alla formazione delle persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(Quanto precede \u00e8 fortemente ispirato ad un brano del\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ibs.it\/code\/9788860300379\/scene-leadership-come.html\">libro<\/a>\u00a0di Claudia Piccardo e Gian Piero Quaglino \u201cScene di leadership. Come il cinema insegna a essere leader\u201d. Raffaello Cortina Editore 2006)<span>\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><img decoding=\"async\" src=\"images\/Cordara2\/7.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" style=\"margin-right: auto; margin-left: auto; display: block; align: middle;\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed ecco cosa arriva a consigliare Arnold Arnold in un libro\u00a0del 1972 pi\u00f9 volte ristampato, \u201cI giochi dei bambini.\u00a0Oltre 200 giochi da fare in casa e all\u2019aperto.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019imbroglio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In molti ambienti barare al gioco \u00e8 considerata pratica normale. Viene al tempo stesso considerato imperdonabile essere \u201ccolti nell\u2019atto di\u201d, mentre farla franca \u00e8 indice di grande abilit\u00e0. Spesso gli adulti pretendono la correttezza dei bambini, ma tacitamente accettano le regole su esposte anche nella vita reale; i bambini lo capiscono e se ne risentono. Pi\u00f9 che fare una predica sulla necessit\u00e0 di evitare gli imbrogli, sar\u00e0 meglio spiegare l\u2019effetto negativo che l\u2019imbroglio ha sullo svolgimento e godimento del gioco. Questo concetto \u00e8 implicito nelle leggi e nel comportamento di societ\u00e0 che realisticamente accettano l\u2019imbroglio nel gioco come nella vita, a patto che sia soggetto a regole ben precise: l\u2019umiliazione di chi vien colto con le mani nel sacco serve pi\u00f9 di una proibizione destinata a restare lettera morta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio per questo io suggerisco che i bambini vengano invitati a barare nel gioco (specialmente quelli abbastanza grandi da apprezzare un simile suggerimento), con l\u2019intesa che verranno banditi dal gioco se colti sul fatto. Di tanto in tanto organizzate un gioco in cui possono cercare di barare senza tema di penalizzazioni: ne risulter\u00e0 un caos tale che saranno i bambini stessi a porre termine al gioco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><img decoding=\"async\" src=\"images\/Cordara2\/8.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" style=\"margin-right: auto; margin-left: auto; display: block; align: middle;\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per concludere, almeno per ora, questa serie di post sul \u201cparadosso del baro\u201d, cio\u00e8 sul paradosso per cui chi infrange le regole fingendo di rispettarle viene in qualche modo accettato dalla comunit\u00e0 dei giocatori (a patto di non farsi scoprire, ma a volte anche in quei casi) un punto di vista diverso: quello di Duca Lamberti, protagonista di Venere Privata di Giorgio Scerbanenco:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cNon mi piacciono i bari\u201d. Glielo spieg\u00f2 meglio, doveva pur ringraziarla con un po\u2019 di generalit\u00e0 di tutte le utili notizie che gli aveva dato. \u201cLa societ\u00e0 \u00e8 un gioco, vero? Le regole del gioco sono scritte nel codice penale, in quello civile e in un altro codice, piuttosto vago e non scritto, detto codice morale. Saranno codici molto discutibili, che devono essere continuamente migliorati, ma o si sta alle loro regole, o non ci si sta. L\u2019unico trasgressore alle regole del gioco che io posso rispettare \u00e8 il bandito col trombone che si nasconde per le montagne: lui non sta alle regole del gioco, lui, anzi dice chiaramente che non vuole giocare ala bella societ\u00e0 e che le regole se le fa lui come vuole, col fucile. Ma i bari, no, li odio e li disprezzo. Oggi ci sono i banditi con l\u2019ufficio legale a latere, imbrogliano, rubano, ammazzano, ma hanno gi\u00e0 studiato la liea di difesa con il loro avvocato nel caso fossero scoperti e processati e non vengono mai puniti abbastanza. Vogliono che gli altri stiano al gioco, alle regole, ma loro non ci vogliono stare. Questo non mi va, questa gente non la sopporto, quando me la trovo intorno o ne sento solo l\u2019odore, mi vengono i nervi.\u201d<\/p>\n<p>Views: 1109<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ma il paradosso del baro non \u00e8 certo un esclusiva del pensiero occidentale. 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