La Sst ha accettato la proposta di gemellaggio arrivata dal circolo Lyon Olympique Echecs verso metà marzo con una mail del suo presidente Cristophe Leroy. Per il momento consiste nello scambio di giocatori nei tornei organizzati dai due circoli. Siamo andati a Lione al torneo di fine aprile e li abbiamo invitati al nostro Festival di fine giugno.

Naturalmente le prospettive sono più ampie e non appena ci saremo conosciuti meglio potremo proporre insieme altri tipi di iniziative, per ora gustiamoci questo lungo ed entusiastico articolo scritto a 4 mani dai giocatori inviati a rappresentarci: Silvio Pitica e Ivan Gallo. E’ del primo, molto attento al torneo, la stesura principale dell’articolo, mentre sono di Ivan, più dedito ai momenti conviviali, i corsivi fra parentesi.     La Redazione

Magnifica, eccezionale, un’esperienza sicuramente da ripetere!

Ancora immerso fra diverse considerazioni su quanto fatto nel campionato a squadre e progetti scacchistici per il futuro, come un fulmine a ciel sereno (si fa per dire…) è arrivata la telefonata del Presidente che annunciava il gemellaggio fra il nostro circolo e il Lyon Olympique Echecs (LOE) insieme all’invito da parte loro a partecipare all’Open Internazionale di Lione 2016, tra il 20 e il 24 di Aprile.

Neanche il tempo di preparare le valigie, io e Ivan Gallo (ribattezzato dal sottoscritto Kermit la rana, dei Muppets) ci siamo ritrovati da un giorno all’altro in uno dei tornei più belli a cui avessimo mai partecipato, in un contesto ancora più sorprendente!

Capoluogo della regione Alvernia-Rodano-Alpi, Lione è la terza città più grande della Francia, dopo Parigi e Marsiglia, e vede protagonisti il  Rodano e la Saona che confluiscono poco lontano dal centro. Caratterizzati da numerosi ponti e passerelle, i due fiumi abbracciano La Presqu’île, una penisola che ospita una delle vie pedonali più lunghe d’Europa (rue de la République) e place Bellecour, tra le più grandi piazze europee, luogo d’incontro anche per i molti studenti di INSA Lyon e del Politecnico di Torino (un “gemellaggio” da cui sono nati importanti scambi di esperienze fra i due istituti d’ingegneria).

Partiti alle 9.00 del mattino con uno dei tantissimi pullman che da Torino portano a Lione a prezzi più che popolari (19€ all’andata, mentre per il ritorno abbiamo trovato il TGV a 23), siamo arrivati a Lyon Gare Part-Dieu intorno alle 14.00. Davanti all’Hotel, poco distante dalla stazione, ci aspettava Thierry Barbara, pronto a darci tutte le indicazioni necessarie su come arrivare nella sala da gioco (Place Valmy, raggiungibile in poco più di 10 minuti in metro), e sul programma di tutti gli altri giorni, che oltre ai turni prevedeva una ricca serie di iniziative.

Infatti, sempre scortati dal gentilissimo Thierry (l’unico tra i francesi a parlare italiano) e insieme ad un quartetto di tedeschi provenienti da Lipsia anche loro invitati al torneo, oltre ad un obbligato tour di Lione vi è stata anche un esibizione, dentro la mostra di Yoko Ono che si svolgeva in quei giorni, tra il GM Alexandre Dgebuadze (partecipante al torneo) e il vicecampione junior di Francia eseguita su una scacchiera disegnata dall’artista con la particolarità di avere solo pezzi bianchi e a seguire una simultanea esclusivamente bianchi contro bianchi. Il sabato sera si è svolto un torneo blitz dove sono arrivato terzo. Infine siamo stati invitati ad un’accogliente cena al Bistrot de Lyon caratterizzato da un simpatico scambio linguistico tra francese italiano e tedesco.

L’internazionale di Lione, dunque non solo di nome ma anche di fatto, vedeva partecipare oltre a Francia, Germania e Italia scacchisti da Armenia, Belgio, Iran, Irlanda, Polonia, Romania e Uzbekistan. Un GM, sei IM, quattro FM e diversi altri giocatori intorno a 2300 elo per un torneo di sette turni, distribuiti da mercoledì 20 aprile a domenica 24. Per il sottoscritto unica nota dolente i due doppi turni fra sabato e domenica.

Da rilevare la partecipazione di molti scacchisti di categoria medio basse, per un totale di 75 iscritti, tra cui alcuni molto probabilmente alla prima esperienza agonistica! Fa riflettere che la passione e la voglia di far parte di un simile evento sia prevalsa sul rischio di non vincere alcuna partita, per un’iscrizione di costi superiori a molti visti in giro per l’Italia. I have a dream… Utopico o meno, il mio sogno sarebbe quello di vedere qualcosa di simile a Torino. Abbiamo ospitato un’olimpiade…

Sala da gioco sufficientemente spaziosa, anche se poco prima dell’inizio del torneo, visto il numero di partecipanti, gli organizzatori hanno deciso di aggiungerne un’altra, che avrebbe ospitato poco più di una decina di scacchiere.

Cadenza un’ora e mezza più i soliti 30″ di incremento. Mi sarebbe tanto piaciuto avere almeno un’incremento di 15 minuti dopo le prime 40 mosse, ma forse questo avrebbe reso impossibili i doppi turni di sabato e domenica. Sono un “filosofo”, mi piace pensare e…I have a second dream: spero anche di arrivare un giorno a potermi giocare un finale con più di un paio di minuti sull’orologio. Ma…c’est la vie, e va bene così.

Arbitri e organizzatori sempre molto gentili e disponibili a chiarire qualunque cosa in qualunque modo, e non sono state poche le volte che ho faticato a comunicare visto che il mio francese è peggio del loro inglese… A tutti quelli che come me fanno buon uso della lingua di Shakespeare, consiglio di lasciare ogni speranza ai confini delle Alpi.

Parlando di scacchi giocati, per me è stata un’esperienza ricca di spunti di riflessione, sia durante le preparazioni pre-partita (ho passato più tempo in camera a preparare linee su linee che a visitare Lione, che pure aveva molto da offire: chiedere a Ivan per ulteriori dettagli) che sulla scacchiera. Nonostante io abbia visto e giocato aperture di tutti i colori, mi sono ritrovato al quinto turno Buscara Sevan (Maestro Internazionale, 24enne, 2350 Elo) con cui ho avuto l’onore di giocare la seguente apertura: 1.c4 g6 2.Cc3 Ag7 3.d4 c5 4.d5 d6 5.h3 e6 6.Cf3 Ce7… Mi sto ancora chiedendo che cosa stesse facendo e che tipo di Benoni sia. Per ora posso solo confessare che il mio avversario aveva utilizzato poco più di 10/15minuti mentre dopo una ventina di mosse io mi trovavo in zeitnot, perdendo poi una partita che devo ancora capire. Curioso invece come la sua unica sconfitta sia arrivata contro un suo simil-elo, Barseghyan Harutyun (18enne armeno, 2362 elo), a sua volta mai sconfitto in questo torneo, con cui avevo pattato al secondo turno in posizione più che favorevole e con netto vantaggio di tempo.

Ho finito il torneo con 4 punti su 7, non senza rimpiati (soprattutto il terzo turno in cui semplicemente ho giocato qualcosa di diverso da quanto deciso in fase di preparazione, per un assurdo errore di ordine di mosse), ma anche con qualche soddisfazione e la convinzione di poter migliorare e fare risultato anche con avversari con elo nettamente superiore. Sono riuscito in parte a rispettare la promessa che mi ero fatto a Iasi 2014 e in attesa di nuove sfide, potrò riflettere sul materiale raccolto in Francia.

Particolarmente emozionante è stato anche ricordare la sfida fra Kasparov, il mio idolo di sempre, e Karpov a Lyon nel 1990. Fra la biblioteca del circolo e una stanza dedicata proprio a questo evento, si può trovare materiale di ogni tipo. 

Il mio torneo invece è stato, come si dice in questi casi, senza infamia e senza lode e con partite combattute pochissimo. Infatti per tutto il torneo non sono mai riuscito ad intercettare un avversario con cui giocarsela: solamente giocatori o troppo superiori (affrontati inoltre sempre col nero) o decisamente inferiori andando di sconfitta e vittoria per tutto il torneo e chiudendo con 4 punti ad un soffio dal premio di fascia.

Un’esperienza che lascia quindi tracce sotto tutti i punti di vista, scacchistici e umani. Io e Ivan siamo stati accolti come delle star, con tanto di presentazione sul sito del circolo di Lione, e credo che l’idea del gemellaggio con circoli di altri paesi vada incoraggiata in futuro in tutti i modi possibili. Thierry Barbara è stato per noi più di un amico in questi cinque giorni passati a Lione e saremo tutti felici di ricambiare l’invito e far scoprire le bellezze di Torino.

 Foto.

Nei due visori che seguono, un paio di partite dei nostri rappresentanti.

 

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